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Iran: Dopo 13 giorni di silenzio, Khamenei ammette che le proteste continuano e che  Mojahedin del Popolo ne è l’artefice

Rivolte in Iran – No. 44

Khamenei: “Il PMOI stava organizzando (le proteste) da diversi mesi. Ha scelto alcune persone nel paese e queste sono quelle persone che hanno chiamato a raccolta la popolazione chiedendo di seguirle”

Dopo un silenzio lungo e letale, Khamenei è apparso nel tredicesimo giorno delle proteste ammettendo che le rivolte continuano. Ha dimostrato di temere la rabbia del popolo e, con un tono opposto, ha sottolineato che la Resistenza Iraniana e il PMOI sono l’alternativa al suo regime. Il regime e i suoi media hanno affermato che Khamenei ha parlato alla popolazione di Qom, sebbene si sia rivolto ad un gruppo di religiosi di governo e di agenti scelti. Lo slogan della popolazione di Qom, come quello del resto del popolo di tutto l’Iran, è stato solo “A morte Khamenei!” e “Vergognati Khamenei! Vattene dal paese!”.

Khamenei ha detto anche che il PMOI “era pronto da mesi… già da diversi mesi (era pronto) ad organizzare e ad incontrare questa e quella persona e a scegliere alcune persone nel paese, a trovarle e ad aiutarle, in modo che venissero a chiamare a raccolta la popolazione. Hanno annunciato la loro chiamata e creato lo slogan “No al rincaro dei prezzi!”. Beh, questo è uno slogan che piace a tutti. E’ riuscito ad attrarre alcune persone con questo slogan. E poi, è potuto entrare in scena e perseguire i suoi obbiettivi, facendo sì che la gente lo seguisse”.

Khamenei ha definito le proteste scoppiate in 131 città e in tutte le province del paese “fuochi d’artificio e atti deviati”. Ma ha anche dovuto inevitabilmente ammettere che le rivolte continuano. Riferendosi ai manifestanti ha detto: “Gli agenti dei nemici non si arrenderanno”. E questo mentre Jafari, comandante dell’IRGC, avesse annunciato una settimana fa, che le proteste erano cessate e Rouhani avesse detto al presidente turco che le rivolte sarebbero cessate in due giorni.

Nell’ammettere la situazione critica del paese, Khamenei ha cercato di dipingerla come insignificante. Terrorizzato dal popolo furioso per il sistema corrotto al potere, che ha saccheggiato decine di miliardi di ricchezze del popolo, lui, il più grosso ladro della storia dell’Iran, ha detto: “Fondi problematici o alcuni problematici istituti finanziari, alcuni organi problematici”, hanno contrariato alcune persone. “Certe richieste popolari, o appelli popolari, o proteste popolari, sono sempre esistite in questo paese ed esistono anche ora… Nessuno si è neanche mai opposto ad esse. Queste parole devono essere prese in considerazione, devono essere ascoltate e bisogna dar loro una risposta per quanto possibile”.

I mullah al potere devono imparare dai loro predecessori che queste scuse non funzionano più. L’unica opzione è quella che il popolo iraniano sta gridando con tutte le sue forze: “Vergognati Khamenei! Vattene dal paese!”, altrimenti il popolo dell’Iran getterà lui e il suo potere criminale nel secchio della spazzatura della storia per sempre.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

9 Gennaio 2018

 

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