HomeNotizieResistenza IranianaIran: Discorso dell’On. Struan Stevenson nell’audizione alla commissione esteri del senato italiano

Iran: Discorso dell’On. Struan Stevenson nell’audizione alla commissione esteri del senato italiano

E’ un enorme privilegio per me parlare oggi al Senato italiano. Come avete detto nei vostri interventi introduttivi, io sono stato Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Iraq dal 2009 al 2014.

Molto presto, durante il mio primo anno di mandato, ho avvertito l’UE, l’ONU e gli U.S.A. che sarebbe stato un grosso errore appoggiare Nouri al-Maliki nel suo secondo mandato da Primo Ministro. Ma per i governanti di Tehran Nouri al-Maliki era una certezza assoluta ed era stata chiesta dagli U.S.A. E’ stato un grosso errore, è stata una tragedia per l’Iran. Una tragedia per la regione e una tragedia per il mondo.

Maliki ha usato la scusa della guerra contro il terrorismo per giustificare eventi estremi, per condurre la sua guerra contro la popolazione sunnita dell’Iraq, per combattere una guerra contro il suo stesso popolo. Il suo pugno di ferro, la politica degli attentati, dei bombardamenti, degli arresti arbitrari, della tortura e delle esecuzioni della popolazione sunnita ha portato alla rivolta molte province sunnite come Anbar. A questo scopo Maliki ha usato la milizia sciita, finanziata dall’Iran, guidata dalla forza Qods, l’ala esterna delle Guardie Rivoluzionarie e ora ci sono centinaia di milizie sciite pagate dai mullah che operano in tutto l’Iraq. Le loro brutalità omicide hanno fornito una perfetta opportunità all’ISIS di acquisire rilevanza in Siria.

L’unico modo per fermare l’ISIS sarebbe che le tribù, in particolare le tribù sunnite, si unissero all’esercito iracheno per combattere contro l’ISIS e ripulire l’Iraq. Ma l’esercito iracheno è completamente corrotto ed ha distrutto questa possibilità nell’Iraq post Saddam. Le tribù sunnite di rifiutano di combattere contro l’ISIS, in molti casi preferiscono l’ISIS alla milizia sciita di Maliki che le ha massacrate.

E ora l’America, presa di sorpresa dall’ascesa dell’ISIS in molte vaste regioni dell’Iraq, ha iniziato dei bombardamenti aerei che tutti gli esperti affermano non saranno sufficienti a sconfiggere l’ISIS. Ma i bombardamenti aerei stanno aiutando invece le milizie sciite a combattere l’ISIS e quindi stanno aiutando l’Iran a raggiungere il suo obbiettivo ultimo, che è quello di assumere il controllo dell’Iraq.

Ancora una volta l’America, che ha favorito Maliki creando questo problema, sta commettendo un altro grosso errore usando i bombardamenti aerei per aiutare l’Iran ad espandere la sua egemonia in tutto l’Iraq. Maliki è sempre stato un burattino del regime iraniano e si è avvicinato sempre più a Tehran allontanandosi sempre di più da Washington. Ciò è stato dimostrato ancor più chiaramente dai selvaggi massacri a Campo Ashraf e Camp Liberty che hanno provocato 116 morti e molte centinaia di feriti.

Ma ci sono ancora 2700 rifugiati intrappolati in un campo di concentramento chiamato Camp Liberty. L’Italia ha soccorso 20 di questi rifugiati e di questo vi siamo molto grati. Ma l’Italia ha accettato di accoglierne 40 e noi preghiamo il governo italiano di soccorrerne altri per favore. Sono là da due anni. Stanno rischiando altri attacchi. Stanno rischiando un altro massacro. Il regime iraniano vuole distruggerli tutti.

Lasciatemi concludere con qualche parola sull’Iran e sul crollo dei prezzi del petrolio. Il budget iraniano si basava sul prezzo di oltre 100 dollari al barile di petrolio. In realtà si sperava che i 112 dollari al barile salissero a 130 dollari e si basava su questo il budget futuro. Oggi il prezzo del petrolio è di 57 dollari, ma la scorsa settimana il presidente “moderato” Rouhani ha incrementato il budget del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie  (IRGC) del 50%, altri 5 miliardi di euro all’IRGC. La metà di quel denaro finisce nelle tasche dei mullah.

Ma loro continuano a finanziare Hezbollah in Libano ed Hamas in Palestina, Bashar al-Assad in Siria e persino la milizia sciita che ha conquistato Sanaa, nello Yemen, a Settembre nonché la milizia in Iraq e continuano a costruire armi nucleari.

I 74 milioni di iraniani non possono permettersi questo budget. La settimana scorsa il prezzo del pane è salito del 30%. Si sta preparando un’altra rivolta e questa volta l’Occidente non deve voltargli le spalle e stare a guardare queste persone che si ribellano mentre vengono uccise per le strade.

Gli iracheni devono scacciare il regime iraniano dal loro paese, devono restaurare la democrazia e la giustizia e il popolo in Iran deve essere sostenuto nella sua lotta per sbarazzarsi dei mullah nel loro paese e per il ritorno alla democrazia e ad una società libera grazie alla giustizia e ad una versione tollerante dell’Islam guidata dal CNRI e da persone lungimiranti come Maryam Rajavi.