lunedì, Gennaio 30, 2023
HomeNotizieResistenza IranianaDiscorso dell’Amb. Giulio Terzi nell’audizione alla commissione esteri del senato della Repubblica...

Discorso dell’Amb. Giulio Terzi nell’audizione alla commissione esteri del senato della Repubblica della delegazione della Resistenza Iraniana

Sono stato testimone negli ultimi 11 anni, con diversi incarichi e funzioni, della grande questione iraniana, sulla questione della sicurezza nella regione e sulla questione del nucleare, ma soprattutto sulla centralità del tema dei diritti umani, dei rapporti fra l’Europa e l’Italia e l’Iran.

E nei confronti dell’Iran la questione dei diritti umani assume una connotazione specifica che va al di là del valore dei diritti umani all’interno della politica estera e della sicurezza nell’Unione Europea, soprattutto perché la società iraniana non è una società chiusa, blindata e non reattiva, ma è una società vibrante di giovani e di oppositori che continuano a lavorare e che presta molta attenzione ai segnali che arrivano dall’esterno soprattutto sul fatto specifico dei diritti umani. Quindi credo che il pres. Manconi abbia fatto un’opera straordinaria nell’ingaggiare una personalità influente e difficile come Larijani, di cui conosco per esperienza personale la difficoltà nell’interlocuzione, su questo tema dei diritti umani.

Il messaggio che voglio portate è l’importanza della frequenza e della continuità di questi messaggi da trasmettere alla leadership iraniana sia a livello parlamentare che a livello di governo e della nostra società civile. Non dobbiamo mai dare l’impressione che l’Italia sia l’anello debole della catena dell’impegno europeo. Dobbiamo anzi essere la punta di lancia di questi temi nei confronti di una società  e un governo complesso come quello iraniano. Possiedo anch’io una massa di documenti sulle cose terribile che accadono: sulle torture e le prigioni, sulla situazione di camp Liberty e Ashraf.

Noi italiani abbiamo la responsabilità morale insieme ad altri paesi per ciò che è avvenuto in passato ma anche per quello che avverrà in futuro. In passato perché il nostro paese ha partecipato all’intervento del 2003 e quindi abbiamo lasciato soli queste migliaia di persone, di oppositori esponendoli a un nuovo regime iracheno accodato alla volontà di Teheran. Queste sono persone protette dalle Nazioni Unite e dagli Stati Uniti e credo che il Parlamento e il Senato potrebbe utilmente incoraggiare il governo italiano ad essere più generoso nella accoglienza di queste persone che rischiano la vita.

Ultimo aspetto riguarda il futuro e cioè che noi siamo impegnati nella stabilizzazione dell’Iraq con l’invio di uomini a sostegno in Kurdistan, e dobbiamo  considerarci importanti nella soluzione del problema di Camp Liberty,  problema che sarà un test del comportamento del nuovo governo iracheno che purtroppo su molti aspetti sta dimostrando di subire le stesse influenze del governo di Al-Maleki. 

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,634FollowersFollow
40,914FollowersFollow