HomeNotizieIran NewsIran: Decine di persone giustiziate mentre cresce la repressione

Iran: Decine di persone giustiziate mentre cresce la repressione

I boia del regime iraniano hanno giustiziato almeno 22 detenuti in una delle molte prigioni iraniane nel giro di tre giorni, dal 23 al 25 Maggio.

Tra le vittime impiccate nella prigione di Ghezel Hessar, nella città di Karaj ci sono nove uomini identificati come: Mohammad Barani, Asghar Koshki, Haj Ahmad Ibarahimi, Massoud Zibaei, Karim Bagheri, Ahmad Rabdoust, Abbas Ameri, Bakhshi Bameri Fooladzehi e Mehran Balouchzahi. I media del regime iraniano non hanno riportato nessuna informazione su queste esecuzioni di gruppo.

All’inizio di quest’anno le Nazioni Unite hanno definito il numero delle esecuzioni avvenute in Iran “profondamente sconcertante”.

Dal 19 al 21 Maggio il regime teocratico in Iran ha giustiziato 37 persone nelle prigioni o nelle strade di varie città.

Tre detenuti sono stati giustiziati in pubblico nelle città di Qouchan, Minab e Shiraz. L’esecuzione di Minab è avvenuta in un campo di calcio della città per intensificare ulteriormente l’atmosfera di paura tra i giovani. A Shiraz un detenuto condannato a morte che stava per essere giustiziato, ha ricevuto 111 frustate.

Solo il 20 e il 21 Maggio ventiquattro detenuti sono stati giustiziati, suddivisi in tre gruppi e impiccati nelle prigioni di Ghezel Hessar e Gohardasht a Karaj. Otto di quelli impiccati all’alba di giovedì 21 Maggio nella prigione di Ghezel Hessar erano tra i detenuti che avevano protestato il 17 Agosto 2014, contro l’ondata di esecuzioni collettive e segrete che stavano avvenendo in questa prigione e che, per fermare l’esecuzione di molti loro compagni di cella, si erano scontrati con le guardie carcerarie.

L’esecuzione di nove detenuti, divisi in due gruppi e impiccati nelle prigioni di Shiraz e Arak il 19 Maggio, più quella di un altro detenuto nella prigione centrale di Arak sono solo alcuni dei crimini commessi da questo regime in questo lasso di tempo.

Queste esecuzioni hanno lo scopo di aumentare l’atmosfera di terrore nella società per impedire qualunque espressione pubblica di dissenso nel paese.