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Iran: Continuazione degli scioperi nelle provincie di Kurdistan, Kermanshah e Azarbaijan occidentale e arresto di numerosi manifestanti

Rivolta in Iran – N. 142
Mercoledì 18 e giovedì 19 aprile lo sciopero di mercanti e negozianti nelle città delle zone di confine delle provincie di Kurdistan, Kermanshah e Azarbaijan Occidentale è continuato in dimensioni più ampie di prima.

Oltre alle città di Javanrood, Baneh, Marivan e Saghez, anche i mercanti delle città di Sardasht, Mahabad, Boukan e Piranshahr si sono uniti agli scioperanti.

Mercoledì 18 aprile Khamenei ha inviato nella regione Baneh Saeed Jalili, suo rappresentante nel Consiglio Supremo di Sicurezza. Tuttavia, non solo la gente non ha prestato attenzione alle sue promesse, ma ha anche protestato con lui e ha continuato lo sciopero. Un giovane ha detto a Jalili: “Siamo stati in sciopero per quattro giorni, ma il governatore non si è mai presentato per chiedere cosa stiamo facendo e qual è il nostro problema. Hanno soltanto schierato la forza antisommossa per noi. Portano un gruppo di individui in nome dell’intelligence o della sicurezza tra la gente per sparare in aria e provocare i manifestanti per arrestarne alcuni e spaventare tutti. La gente non ha più paura di loro. Farei qualsiasi cosa per la mia famiglia. Giuro su Dio, li ucciderei dal più basso al più alto in grado per il bene di mia moglie e dei miei figli. La persone hanno bisogno di lavoro; se avessero un lavoro, non ci sarebbero altri problemi”.
A Marivan lo sciopero di mercanti e negozianti si è diffuso in tutti i maggiori punti della città, come l’incrocio principale, il Viale Jomhouri, l’incrocio di Shabrang, tutti i centri commerciali e il Bazaar. Le forze anti-sommossa hanno attaccato e picchiato la gente in Piazza Bissarani.
A Piranshahr i mercenari hanno anche raccolto e strappato tovaglie vuote che la gente aveva sparso sulla strada.
Le forze repressive hanno attaccato e arrestato almeno 12 manifestanti nelle città di Saghez, Baneh e Marivan con l’accusa di avere invitato a tenere uno sciopero generale.
Un rappresentante del Majlis (il ‘parlamento’ del regime), Rasool Khezri, ha ammesso che la chiusura dei passaggi di confine utilizzati dai portatori ha portato alla disoccupazione di oltre 75.000 poveri portatori. Oltre 6 milioni di negozianti e mercanti hanno perso il lavoro (radio statale Farhang – 18 aprile 2018).
La signora Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha elogiato lo sciopero di mercanti e negozianti nelle città di confine, ha invitato i giovani a sostenere queste proteste e a parteciparvi e ha chiesto la rapida liberazione dei detenuti.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
19 aprile 2018

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