domenica, Dicembre 4, 2022
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IRAN: Continuano le proteste anti-regime nonostante la repressione

Nonostante le misure repressive applicate dal regime iraniano nella città di Mahabad, il pomeriggio di sabato 9 Maggio sono avvenuti nuovi scontri in diverse zone della città tra i giovani e le forze di sicurezza. Almeno otto agenti delle forze di sicurezza sono stati puniti dai giovani inferociti.

Anche la popolazione di Sardasht ha manifestato per solidarietà con quella di Mahabad gridando “Siamo tutti Farinaz” e “Mahabad non è sola”, “Oggi il silenzio, domani sarà peggio”. Le forze repressive hanno cercato di disperdere la folla lanciando gas lacrimogeni, picchiando la gente con dei bastoni e sparando ad altezza uomo.

Questa aggressione ha portato allo scontro tra la folla e i mercenari. Un manifestante è stato ferito e altri 20 sono stati arrestati. La gente ha anche attaccato le forze repressive con pietre. Sono stati riferiti scontri anche nelle città di Marivan e Khoy.

Queste proteste sono avvenute nonostante, dopo la ribellione del popolo coraggioso di Mahabad il 7 Maggio, il regime teocratico abbia distaccato molte truppe dalle altre città a Mahabad per contenere la protesta ed arrestare centinaia di persone. Contemporaneamente il fascismo religioso al potere in Iran ha messo in stato di allerta le forze repressive di diverse città della regione, come Sanandaj, Marivan, Oshnavieh, Saghez ecc.

Nonostante la massiccia repressione, temendo le proteste popolari, Khamenei ha detto in un discorso sabato 9 Maggio: “Il paese oggi, fortunatamente, non è impegnato in un conflitto militare, ma è impegnato in una guerra politica, economica, una guerra per la sicurezza e soprattutto una guerra culturale. Ciò vuol dire che c’è una guerra e che se non si vigila si rimane addormentati. Non basta sapere che il nemico ti attaccherà, da dove arriverà l’attacco e come sarà, si può stare certi che si fallirà. Bisogna sapere ciò che sta facendo il nemico. Questa è la situazione della nostra nazione oggi”.

 

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