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Iran: Conferenza al Parlamento Europeo, Maryam Rajavi: “L’Occidente deve mostrare risolutezza se vuole impedire al regime iraniano di ottenere la bomba atomica”

“Collaborare con il regime iraniano con la scusa di combattere l’ISIS non è una soluzione ma una ricetta per il disastro”

Mercoledì 10 Dicembre in una conferenza al Parlamento Europeo Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha ammonito: “Per impedire al regime iraniano di ottenere la bomba atomica, l’Occidente deve mostrare risolutezza”.

Ed ha affermato: “Questo programma nucleare non gode di nessuna legittimità da parte del popolo iraniano. Secondo i dati del governo, 12 milioni di iraniani soffrono la fame. Loro non vogliono che questo programma continui”.

Maryam Rajavi ha descritto la crescente portata delle atrocità commesse dai fondamentalisti in Siria ed Iraq ed ha chiesto: “Perché i governi occidentali non scendono in campo contro un regime che è ‘il Padrino dell’ISIS’, con una storia centinaia di volte peggiore di quella dell’ISIS. Quindi, come possono giustificare i governi europei il loro silenzio nei confronti della repressione del regime? Ancor più deprecabile è il fatto che la lobby del regime viene incoraggiata a promuovere una collaborazione con il regime iraniano come soluzione nella lotta all’ISIS. Questa non è una soluzione, ma una ricetta per il disastro”.

In questa conferenza, tenutasi nella Giornata dei Diritti Umani, osservata a livello internazionale, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha fatto riferimento alla sanguinosa storia del regime del velayat-e faqih e a quella oscura del presidente Rouhani, segnata da atrocità come le aggressioni con l’acido contro donne indifese o l’accoltellamento di studentesse, e ha detto: “Il regime del velayat-e faqih non ha alcuna capacità di riformarsi. Da quando Rouhani è divenuto presidente, almeno 1200 persone sono state giustiziate. Negli ultimi 25 anni non si erano mai viste così tante esecuzioni come nel primo anno di presidenza di Rouhani. Né si erano mai visti così tanti membri dell’opposizione venire massacrati o presi in ostaggio. Né si erano mai viste le donne iraniane divenire l’obbiettivo di atti criminali di tale portata”. Maryam Rajavi ha condannato la condotta di alcuni governi occidentali che sacrificano il rispetto dei diritti umani in Iran per il bene delle loro relazioni con questa dittatura religiosa. E ha detto: “Guardate gli amari risultati delle visite delle delegazioni europee a Tehran dello scorso anno. I mullah hanno approfittato di ciascuna di esse per aumentare le esecuzioni”.

Questa conferenza si è tenuta con la partecipazione di alti rappresentanti del Parlamento Europeo di vari gruppi politici. In un’altra parte del suo discorso Maryam Rajavi ha sottolineato: “Ora è il momento di aumentare la pressione sul regime. I mullah hanno accettato di negoziare a causa della crescente pressione. Ma si sono bloccati al momento di firmare l’accordo a causa delle concessioni dell’Occidente. L’unica via per proseguire è maggiore pressione e maggiori sanzioni”.

Ed ha aggiunto: “Non c’è luce alla fine del tunnel di questa maratona di colloqui. C’è una bomba atomica alla fine del tunnel”.

In un’altra parte del suo discorso Maryam Rajavi ha detto: “Il regime è invischiato in una distruttiva lotta ai vertici del potere e la società iraniana è profondamente scontenta e sull’orlo di un’altra rivolta”.

Maryam Rajavi ha espresso il suo sdegno per la continuazione di un assedio contro i dissidenti iraniani in Iraq (a Camp Liberty) che dura ormai da sei anni ed ha esortato l’UE a “cambiare la sua politica e a mostrare risolutezza nei confronti della brutale teocrazia al potere in Iran”. Maryam Rajavi ha detto che nell’ambito di questa nuova politica:

 Qualunque rapporto con il regime iraniano dovrà essere legato al miglioramento della situazione dei diritti umani. I leaders di questo regime dovranno affrontare la giustizia. Il regime dovrà essere costretto a dare piena attuazione alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, ad interrompere l’arricchimento dell’uranio e ad accettare le ispezioni internazionali in tutti i siti e i centri sospetti.

 L’assedio a Camp Liberty, in particolare il blocco sanitario, dovrà essere completamente rimosso e il dossier su Camp Liberty dovrà essere consegnato ad istituzioni che non abbiano legami con questo regime, invece che a elementi del regime iraniano.

A questa conferenza, presieduta da Gerard Deprez, ministro belga e rappresentante del PE, hanno parlato anche molti altri personaggi politici, come: 

Howard Dean, ex-candidato alle presidenziali americane ed ex-Presidente del Partito Democratico; Alejo Vidal-Quadras, Vice-Presidente del Parlamento Europeo e Presidente del Comitato Internazionale “In Search of Justice (ISJ)”; Struan Stevenson, Presidente dell’Associazione Europea per la Libertà Irachena (EIFA) e molti parlamentari europei come Mairead McGuinness, Vice-Presidente del Parlamento Europeo; Patrizia Toia ( Italia ), Eduard Kokan, José Bové, Anna Záborská, Julie Ward, Tunne Kelam, José Manuel Fernandes, insieme a Stephen Hughes e Paulo Casaca, ex-membri del Parlamento Europeo.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

10 Dicembre 2014

 

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