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Iran: Comitato Internazionale di Giuristi in Difesa di Ashraf – comunicato stampa

15 Ottobre 2012

Danaifar, l’ambasciatore iraniano a Baghdad, il 7 Ottobre ha fatto delle affermazioni scioccanti riguardo al suo incontro con Martin Kobler, Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale delle Nazioni Unite, sul destino dei rifugiati iraniani ad Ashraf e Liberty. Queste affermazioni hanno suscitato profonda preoccupazione in tutti, ma sfortunatamente 8 giorni dopo, Martin Kobler non ha replicato alle nostre legittime e ragionevoli domande poste a questo riguardo, lasciandoci perciò senza altra scelta se non riferire il tutto all’opinione pubblica. In un’intervista al network televisivo di Stato del regime iraniano, rispondendo ad una domanda sul destino dei residenti di Ashraf e Liberty e i paesi di loro prossimo trasferimento, l’ambasciatore del regime ha detto: “Oggi, ho avuto un incontro con Martin Kobler, il rappresentante delle Nazioni Unite incaricato di questo caso a Baghdad. Abbiamo intrattenuto una lunga discussione a questo proposito e le nostre aspettative sono cresciute in questo incontro. Il problema principale è che la maggior parte dei paesi nel mondo non sono pronte a riceverli a causa della conoscenza che hanno di loro e dei loro atti criminali e terroristici. Ma fino ad ora molti paesi hanno dichiarato che li accoglieranno. Ciò è in linea con il completamento della pratica per il loro trasferimento in alcuni paesi europei.”
Discutere con il regime iraniano del destino dei residenti di Ashraf, che sono “richiedenti asilo” e “beneficiari”, come dichiarato esplicitamente dall’UNHCR, è una violazione di legge ed una evidente violazione degli impegni presi da Martin Kobler a Giugno 2012 il quale, dopo aver ricevuto la protesta internazionale, confermò che non aveva e non avrebbe intrattenuto negoziati con il regime iraniano sul destino dei residenti di Campo Ashraf e Camp Liberty e che il Governo dell’Iraq era l’unico interlocutore dell’UNAMI nei negoziati a questo riguardo.
Le informazioni che Martin Kobler fornisce all’ambasciatore del regime teocratico, hanno gravi conseguenze per la sicurezza e la protezione dei nostri clienti e  preparano la via ad un terzo massacro, del quale Kobler verrebbe ritenuto totalmente responsabile.
Il Professor Eric David, uno dei più illustri esperti di legge internazionale, ha dichiarato l’11 Novembre 2011 a Ginevra, che le Nazioni Unite hanno l’obbligo legale di garantire la sicurezza di queste persone (i residenti di Ashraf) nell’ambito dell’UNAMI. Se non venisse fatto, ciò porterebbe a delle conseguenze legali. Il che vuol dire responsabilità legale delle Nazioni Unite per il suo rifiuto ad agire e la sua negligenza nell’agire.
In questo caso la questione è ancora più cruciale perché la sicurezza dei residenti verrebbe danneggiata a causa dell’atto illegale di Kobler di coinvolgimento del regime iraniano nel loro destino. Allo stesso modo egli verrebbe ritenuto responsabile di avere facilitato lo sgombero coatto dei residenti di Ashraf.
Prima di questo, a Kobler era stato chiesto dai residenti, dai loro avvocati, dal Comitato Internazionale “In Search of Justice” e da molti difensori dei diritti umani e dei diritti dei richiedenti asilo, della sua visita a Tehran e dei suoi colloqui con la Gestapo dei mullah sul destino dei residenti di Ashraf; sulle affermazioni del Consigliere per la Sicurezza Nazionale di al-Maliki del 24 Aprile sulla collaborazione tra lui e Danaifar ed altri funzionari del regime iraniano sulla chiusura di Ashraf; e anche sulle dichiarazionei del 22 e 24 Gennaio di Danaifar sulle discussioni avute con lui riguardo ai residenti di Ashraf. Ciononostante, sfortunatamente questa sua condotta è continuata fino ad oggi.
In una lettera del 7 Ottobre a Martin Kobler, noi gli abbiamo chiesto di respingere e condannare  immediatamente e pubblicamente le affermazioni dell’ambasciatore del regime iraniano se non erano vere e di promettere che da ora in poi non avrebbe discusso il destino dei residenti di Ashraf e Liberty con il regime iraniano. Gli abbiamo anche chiesto di indicare immediatamente nel dettaglio ciò di cui ha discusso riguardo ai residenti di Ashraf e Liberty e specificatamente quali informazioni ha fornito all’ambasciatore del regime iraniano su questioni come il trasferimento dei residenti in paesi terzi, se le suddette affermazioni sono vere.
Otto giorni dopo, non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta alla nostra richiesta. Ciò è estremamente preoccupante e pieno di dubbi. Perciò, l’ICJDA sollecita il Segretario Generale delle Nazioni Unite e gli altri funzionari internazionali competenti, a porre fine ai tentativi di Martin Kobler di coinvolgere il regime iraniano nel destino dei suoi oppositori e di nominare un rappresentante qualificato per Ashraf e Liberty, riconosciuto da tutte le parti in causa.
Comitato Internazionale di Giuristi in Difesa di Ashraf

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