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IRAN: “Collaborazione tra il regime iraniano e la Corea del Nord in campo nucleare”, rivela la Resistenza Iraniana ( CNRI )

Il regime iraniano e il governo della Corea del Nord di recente, ad Aprile 2015, si sono ampiamente scambiati informazioni e delegazioni di esperti nel campo delle armi nucleari e della progettazione di testate nucleari, come rivelano alcune informazioni ottenute dal movimento iraniano di opposizione, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK).

Secondo informazioni ottenute da varie fonti interne al regime teocratico, una delegazione nordcoreana formata da esperti nella progettazione di testate nucleari e di vari strumenti balistici, è rimasta nel paese per una settimana alla fine di Aprile.

Le informazioni ottenute dalla rete del PMOI (MEK) si basano su decine di rapporti di varie fonti interne al regime teocratico, in particolare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), del Ministero della Difesa (MoD) dell’Organizzazione delle Innovazioni e Ricerche della Difesa (SPND) incaricata di lavorare sull’arsenale del programma nucleare e anche dell’Organizzazione delle Industrie Aerospaziali (AIO).

A causa dei grossi rischi per la sicurezza, le delegazioni nordcoreane di esperti in testate nucleari e missili, sono arrivate e sono ripartite dall’Iran nella più totale segretezza. Le rivelazioni hanno fornito informazioni dettagliate sull’esatta localizzazione del luogo in cui si trovavano i nordcoreani quando erano nel paese.

Quelli arrivati quest’anno risiedevano in speciali guest house dell’AIO nei pressi delle Hemat Industries, nella zona di Khojeir, situata a nord-est di Tehran.

Secondo questi rapporti, delegazioni di esperti e comandanti dell’IRGC e del MoD, in particolare quelli nel campo delle attività legate al nucleare e ai missili, si recano in Corea del Nord regolarmente.

La Resistenza Iraniana ha rivelato le attività e il lavoro sulle testate nucleari che si svolgono nella zona di Khojeir a Febbraio 2008.

L’arrivo in Iran della prossima delegazione di esperti nordcoreani è previsto per Giugno e sarà composta di nove esperti.

Shahin Gobadi, portavoce del PMOI ha detto: “Queste informazioni svelano un altro aspetto del programma segreto sulle armi nucleari del regime iraniano. È un altro segnale del fatto che finora, per quanto gli riguarda, il regime iraniano non ha nessuna intenzione di rinunciare al suo programma sulle armi nucleari e che il tentativo di acquisire armi nucleari resta il fulcro del programma nucleare del regime. Questo è il messaggio della massiccia collaborazione con la Corea del Nord e della presenza di figure-chiave di Tehran in campo nucleare durante i test atomici dei nordcoreani”.

E Gobadi ha aggiunto: “Questa condotta è in linea con le posizioni del leader supremo Ali Khamenei e di altri alti esponenti del regime, che rifiutano sia le ispezioni dell’AIEA nei siti militari che i colloqui con gli scienziati atomici. L’obbiettivo di Tehran non è altro che continuare con la politica dell’occultamento e dell’inganno del regime, nel tentativo di completare e far progredire i suoi progetti nucleari”.

“Persino durante i colloqui sul nucleare la condotta del regime ribadisce il fatto che quello della fermezza e della forza è il solo linguaggio che il regime dei mullah comprende. Dopo tre decenni di occultamenti e di inganni, aggiungere sei o nove mesi al breakout time non implica una soluzione. Solo la rigida attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU può impedire definitivamente al regime di ottenere l’accesso alla bomba atomica”.

“Le ispezioni invasive in qualunque momento e in qualunque luogo, compresi tutti i siti militari e non, l’incriminazione del regime per gli aspetti militari dei suoi progetti nucleari, fornire l’accesso senza ostacoli né condizioni agli specialisti atomici del regime e fornire informazioni sulla rete del regime per il contrabbando delle attrezzature nucleari sono parte integrante di qualunque accordo sul nucleare con il regime. In caso contrario qualunque affermazione su come sbarrare la via a Tehran all’ottenimento delle armi nucleari è quanto meno un’illusione”, ha detto il portavoce del PMOI.