martedì, Dicembre 6, 2022
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E’ possibile ottenere un solido accordo sul nucleare iraniano mentre le gravi domande sui “possibili aspetti militari” del programma di Tehran restano senza risposta?

Il Segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli esteri del regime iraniano Javad Zarif, hanno in programma un altro giro di colloqui a Ginevra questo fine settimana nel quadro dei colloqui sul nucleare in corso per raggiungere un accordo esaustivo sul programma nucleare di Tehran.

Fermo restando che il meccanismo di ispezioni e verifiche per impedire al regime iraniano di ottenere armi nucleari, resta una questione-chiave irrisolta tra l’Iran e i P5+1, l’amministrazione Obama ritiene che un accordo sul nucleare bloccherà il cammino del regime iraniano verso la bomba.

L’incontro Kerry-Zarif si svolge mentre l’Agenzia Atomica dell’ONU venerdì ha riferito che il lavoro su un elemento-chiave, la valutazione delle accuse rivolte a Tehran di stare lavorando su armi nucleari, resta essenzialmente in stallo, riferisce The Associated Press da Vienna.

L’AIEA è concentrata su 12 attività che indicano i tentativi del regime teocratico di fabbricare armi nucleari, come le attività legate al lavoro sullo sviluppo di una carica nucleare per i missili. L’organo di controllo dell’ONU ha elencato le questioni irrisolte riguardo “i possibili aspetti militari” del programma nucleare iraniano nel suo rapporto del Novembre 2011.

Una rispettata ONG con sede a Bruxelles, “In Search of Justice”, a Novembre 2014 ha riferito che in base ad uno studio e ad un’analisi esaustiva delle 12 questioni in discussione, l’aspetto civile e quello militare del programma nucleare iraniano agiscono come due cerchi concentrici e il programma civile è al servizio di quello militare.

“Da Agosto l’Iran non ha ancora proposto nessuna misura pratica per far progredire le indagini”, dice il rapporto dell’AIEA.

Il rapporto dell’AIEA, pubblicato dalla commissione dell’agenzia composta di 35 nazioni e dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dice di essere ancora “preoccupata sulla possibile esistenza in Iran di attività nucleari non rivelate che coinvolgono organizzazioni legate all’esercito, come le attività relative allo sviluppo di cariche nucleari per i missili”.

L’AIEA, con sede a Vienna, dice anche di ritenere fondamentale che l’Iran risponda alle domande dell’agenzia sull’accesso alla base militare di Parchin, dove i funzionari occidentali sospettano che Tehran conduca tests su esplosivi attinenti alla bomba atomica.

Secondo le informazioni ottenute dal movimento di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) e rivelate giovedì, il regime iraniano e il governo della Corea del Nord recentemente si sono ampiamente scambiati informazioni e delegazioni di esperti nel campo delle armi nucleari e della progettazione di testate nucleari, fino alla fine di Aprile 2015.

Una delegazione della Corea del Nord formata da esperti in testate nucleari e vari componenti balistici, è rimasta nel paese per una settimana alla fine di Aprile.

L’arrivo in Iran della prossima delegazione di esperti nordcoreani è previsto per Giugno e sarà composta da nove esperti.

Il 24 Febbraio il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha rivelato l’esistenza di un sito segreto, “Lavizan 3”. Secondo le informazioni fornite dall’opposizione iraniana, Tehran sta arricchendo uranio clandestinamente in questo sito da anni, con l’utilizzo di centrifughe moderne.

Il CNRI basandosi sulle informazioni raccolte dalla rete del PMOI (MEK) ha denunciato alcuni dei più importanti aspetti del programma sulle armi nucleari del regime iraniano, come l’impianto per l’arricchimento dell’uranio di Natanz e quello per la produzione di acqua pesante ad Arak, l’impianto per l’assemblaggio e il collaudo delle centrifughe Kalay-e Electric, l’impianto per l’arricchimento a laser di Lashkar-Abad, il sito di Lavizan-Shian, il sito sotterraneo per l’arricchimento dell’uranio a Fordo e l’Organizzazione per la Ricerca e le Innovazione della Difesa, la quale è totalmente responsabile del coordinamento del programma nucleare militare iraniano. Tutti questi siti e programmi erano stati tenuti segreti prima delle rivelazioni del CNRI.

Il regime iraniano ha escluso l’accesso di qualunque ispettore dell’agenzia atomica alle sue basi militari, una posizione rifiutata dalle potenze occidentali.

Diversi esponenti del regime iraniano, tra cui Ali Khamenei, il leader supremo, hanno pubblicamente rifiutato le ispezioni dell’AIEA ai siti militari e i colloqui con gli scienziati atomici coinvolti nelle attività segrete per la produzione di armi nucleari.

In una conferenza online giovedì, il portavoce del PMOI Shahin Gobadi ha detto: “Le ispezioni invasive in qualunque momento e in qualunque luogo, compresi tutti i siti militari e non, l’incriminazione del regime per gli aspetti militari dei suoi progetti nucleari, fornire l’accesso senza ostacoli né condizioni agli specialisti atomici del regime e fornire informazioni sulla rete del regime per il contrabbando delle attrezzature nucleari sono parte integrante di qualunque accordo sul nucleare con il regime. In caso contrario qualunque affermazione su come sbarrare la via a Tehran all’ottenimento delle armi nucleari è quanto meno un’illusione”.

 

 

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