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Iran: Centinaia di persone si sono riunite di fronte al carcere di Evin per sostenere il prigioniero politico Arash Sadeghi

CNRI – Questa mattina, lunedì 2 Gennaio 2017, centinaia di persone si sono riunite di fronte al carcere di Evin per chiedere il rilascio del prigioniero politico Arash Sadeghi e di sua moglie Golrokh Ebrahimi.

Tra i manifestanti c’erano anche un gruppo di madri di prigionieri politici e difensori dei diritti umani.

Portando le foto dei Arash e Golrokh i manifestanti hanno chiesto il rilascio immediato per loro e per gli altri prigionieri politici.

Nelle strade che conducono al carcere di Evin, le forze di sicurezza hanno cercato di disperdere le folla che andava crescendo.

Sembra che le condizioni di salute di Arash Sadeghi, al 71° giorno di sciopero della fame nel carcere di Evin, siano gravi.

Il Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza con un comunicato ieri ha annunciato:

Arash Sadeghi ha perso conoscenza dopo aver vomitato sangue, soffre di forti convulsioni e il suo corpo ha iniziato a tremare. I reni sono gravemente danneggiati e corre il rischio che si creino aderenze intestinali. Il direttore del carcere di Evin ha detto ad Arash: “Non ti lascerò uscire vivo da questa prigione!”.

Arash Sadeghi stava studiando per il suo dottorato alla Allameh University. Gli è stato impedito di proseguire i suoi studi a causa delle sue attività studentesche ed è stato arrestato diverse volte tra il 2009 e il 2014. Alla fine è stato accusato di “propaganda contro il regime, associazione e collusione contro la sicurezza nazionale” e condannato a 19 anni di reclusione. Sua moglie, Golrokh Iraie, è stata condannata a sei anni di reclusione per insulti “alla leadership del sistema”, per un articolo, non pubblicato, contro la disumana pena della lapidazione praticata in Iran. 

La Resistenza Iraniana chiede alle organizzazioni per i diritti umani e agli organismi internazionali di intervenire con urgenza per salvare la sua vita.

 

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