mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Iran- Campo Ashraf: Genocidio- Silenzio

Da leggere , Dicembre 2013 – Lo spietato genocidio al campo Ashraf avvenuto il 1° settembre ha scioccato ogni libera coscienza. Le forze di sicurezza irachene hanno attaccato Ashraf  con la chiara intenzione di sterminare tutti i 100 residenti di Ashraf, ne hanno barbaramente ucciso 52 e con il rapimento di 7 residenti, sei donne e un uomo.

Questi, secondo recenti notizie, si trovano nel carcere al-Huot nella zona aeroportuale di Baghdad e rischiano seriamente di essere estradati in Iran e consegnati al regime iraniano dove subiranno le più atroci torture e  la morte. 

L’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati nel suo comunicato del 13 settembre ha dichiarato che: Secondo  notizie  ricevute all’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati, il 1° settembre risultano scomparsi 7 residenti del campo Ashraf che sono trattenuti in una località  in Iraq e sono in pericolo di essere estradati in Iran. Tutti i 7 sono chiedenti asilo e l’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati spera di avere l’occasione di intervistarli. 

Appena dopo il massacro e l’esecuzione di massa dei membri del PMOI a Campo Ashraf e la cattura di sette ostaggi, è stato iniziato lo sciopero della fame dei residenti di Liberty.  il giorno successivo gli iraniani a Ginevra, Londra, Berlino, Ottawa e Melbourne si sono uniti ai residenti di Liberty iniziando anche loro uno sciopero della fame. La richiesta principale dei dimostranti è il rilascio dei sette residenti di Ashraf tenuti in ostaggio a Baghdad. Lo sciopeo della fame dagli iraniani che iniziato il primo settembre e’ entrato nel terzo mese.

Noi chiediamo l’intervento urgente del Governo italiano nelle sedi opportune, presso il governo iracheno che tiene in ostaggio i 7 rifugiati e presso il governo statunitense che è responsabile della sicurezza dei membri della Resistenza in Iraq. 

Al fine di evitare che tali sette persone possano morire in condizioni di detenzione in Iraq, o essere estradati al regime che li considera ‘nemici di Dio’ e quindi automaticamente condannati a morte, chiediamo al governo italiano di esaminare la possibilità che l’Italia, attenta alla protezione dei diritti umani e al rispetto del diritto internazionale, conceda loro l’asilo politico con un provvedimento straordinario, che riteniamo giustificato dall’estrema gravità e urgenza del caso.

Chiediamo anche all’Italia di intervenire presso le Nazioni Unite affinché stabilisca una forza per la protezione 24 ore su 24  dei residenti del Camp Liberty in Iraq. Ricordiamo che tutti i residenti di Liberty sono “persone protette”  e la comunità internazionale ha il dovere di tutelarli.  

Assciazione Medici Iraniani in Italia

Dr. Jamshid Ashough

 

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