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Iran: Aumento delle restrizioni di Internet e blocco di Telegram per ordine di Khamenei per paura della rivolta

Rivolta in Iran – N. 127
Necessaria azione del Consiglio di Sicurezza e delle autorità internazionali competenti contro la soppressione delle comunicazioni
Il fascismo religioso al potere in Iran mira a prevenire le fiammate e la diffusione di rivolte popolari e proteste che si verificano ogni giorno in diverse parti del Paese, con l’intensificazione delle restrizioni di Internet e il blocco di social network come Telegram.

Alaeddin Boroujerdi, presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del ‘parlamento’ del regime, ha dichiarato il 31 marzo che Telegram sarà chiuso al più tardi il 20 aprile, e che “sarà sostituito da una piattaforma nazionale simile”. Riferendosi esplicitamente a Khamenei, ha detto: “Questa è una decisione che è stata presa al più alto livello”. “Considerando il ruolo distruttivo che Telegram ha avuto nelle crisi dello scorso anno nel Paese, questo è importante per la nostra sicurezza nazionale” ha aggiunto. Il significato di “rete nazionale” è una rete completamente sotto il controllo del regime.
Secondo il ministro della “Guida islamica” del regime, l’80% delle informazioni in lingua farsi nel cyberspazio viene trasmesso via Telegram e, secondo i parlamentari del regime, “il filtraggio di Telegram danneggia 200.000 posti di lavoro e rende mezzo milione di persone in difficoltà finanziaria”.
Khamenei ha affermato durante un incontro con i leader del regime il 12 giugno 2017: “Nel cyberspazio, la cosa più importante è la Rete Nazionale di Informazione. Purtroppo, questo settore è stato trascurato; se lo trascuriamo con il pretesto che il cyberspazio non dovrebbe essere ostacolato, questo non risolve il problema, e la logica non è giusta. […] Perché dovremmo permettere che quelle cose che sono contrarie ai nostri valori, contrarie ai nostri principi fondamentali, siano diffuse all’interno del Paese? […] Quindi, anche il problema della Rete Nazionale di Informazione è molto importante”.
La resistenza iraniana chiede al pubblico generale, in particolare ai giovani, di protestare contro le restrizioni di Internet e la chiusura di Telegram, e invita il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, gli Stati membri e gli organismi internazionali competenti come l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni a condannare fermamente questa pirateria su Internet e la repressione delle comunicazioni, che viola molti trattati internazionali, e provvedere alla necessità per il popolo iraniano di accedere a Internet e ai social network.
Segreteria del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
1 aprile 2018

 

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