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Iran: Appello per sostenere i dervisci in sciopero della fame nelle prigioni e in tutto il paese

La Resistenza Iraniana chiede alla comunità internazionale di condannare i crimini del fascismo religioso al potere in Iran contro i dervisci Gonabadi nelle prigioni del regime che sono in sciopero della fame dal 2 Marzo.

Chiede inoltre che tutte le autorità internazionali competenti, come l’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, l’Inviato Speciale sulla Libertà di Credo e Religione e l’Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran, appoggino le loro richieste in particolare quella di fornire cure mediche ai dervisci malati.

Circa 2000 dervisci Gonabadi in varie città della nazione, hanno iniziato uno sciopero della fame in solidarietà con i dieci prigionieri dervisci in sciopero della fame nelle prigioni di Evin, Gohardasht, Shiraz e Bandar-Abbas. 

Lo sciopero è iniziato quando le guardie della prigione hanno riportato in cella, senza che avessero ricevuto nessuna cura medica, Hamid Reza Moradi e Mostafa Daneshjou, i due dervisci portati in ospedale per essere curati e operati per i loro disturbi al cuore. Afshin Karam Pour, un altro derviscio in prigione che soffre di gravi problemi ai reni, viene privato di tutte le cure mediche dagli agenti dell’intelligence dei mullah. 

Inoltre, tre detenuti dervisci di nome Saeed Madani, Reza Entesari e Farshid Yadollahi sono stati improvvisamente esiliati nella prigione di Gohardasht il 2 Marzo. Attualmente i tre dervisci malati sono in sciopero della fame e le loro condizioni di salute sono preoccupanti.

Nei giorni scorsi ai dervisci in sciopero della fame nella prigione di Gohardasht e in quella di Nezam a Shiraz, così come ai dervisci nella sezione 350 della prigione di Evin, è stato rifiutato l’incontro con le loro famiglie.

Con il l regime del Leader Supremo (Velayat-e-Faqih) al governo, i dervisci hanno subito oppressione e repressione. Tra le misure repressive contro i dervisci vi sono: gli attacchi durante le cerimonie religiose, le percosse e l’arresto, la tortura e le accuse di “disturbo alla sicurezza nazionale”, l’esilio, il divieto alle visite e di ricevere cure mediche.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 Marzo 2014

 

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