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Iran: Appello per garantire il rilascio immediato di Nargess Mohammadi

La detenuta politica Narges Mohammadi è in gravi condizioni per la mancanza di cure mediche

CNRI – La detenuta politica e attivista per i diritti umani Nargess Mohammadi è ancora senza cure mediche nonostante l’aggravarsi delle sue condizioni. Ieri dopo otto ore di paralisi muscolare, è stata trasferita in un ospedale fuori dalla prigione

. Ma nonostante i medici insistessero che aveva bisogno di cure mediche, Nargess Mohammadi è stata riportata alla prigione di Evin mentre era parzialmente incosciente.

Nargess Mohammadi, madre di due bambini, è stata portata in carcere il 5 Maggio, dopo essere stata arrestata illegalmente da agenti dell’intelligence, a casa sua e senza un mandato di arresto, e subito dopo trasferita nella prigione di Evin. Per esercitare maggiore pressione su questa detenuta politica le sono state portate via le sue medicine prima del suo trasferimento nella sua sezione e viene privata delle sue medicine da allora dagli aguzzini del regime. Il suo processo, in programma per il 6 Luglio, non si è tenuto per ragioni sconosciute. 

Nargess Mohammadi è stata arrestata per la prima volta a Giugno 2010 con l’accusa di “associazione e collaborazione contro la sicurezza nazionale” e “propaganda contro il sistema” ed è stata condannata a sei anni di carcere. Ma a causa delle torture e delle condizioni terribili delle prigioni del regime, ha sviluppato una malattia nervosa e paralisi muscolare, durante i suoi interrogatori. In seguito è stata rilasciata dopo il pagamento di una forte cauzione, a causa del peggioramento delle sue condizioni, grazie ad una decisione nella quale si affermava che “non era in grado di sopportare la sua pena”.

Narges Mohammadi ha sempre elogiato le famiglie dei detenuti politici, ha partecipato e parlato alla cerimonia in onore di Sattar Beheshti, l’operaio e blogger martirizzato sotto tortura. Ha protestato contro le aggressioni con l’acido contro le donne, stava lavorando per fermare le esecuzioni e per difendere i detenuti appartenenti alle minoranze etniche e religiose. Ma le sue attività hanno fatto infuriare il fascismo religioso al potere in Iran.

Sembra che dopo la sua opposizione all’esecuzione di molti prigionieri sunniti e il suo appello perché venissero sottoposti ad un giusto procedimento legale, alle sue accuse sia stata aggiunta quella ridicola di “collaborazione con l’ISIS”. Nel suo fascicolo esiste una lettera del Ministero dell’Intelligence nella quale si richiede “la massima pena per Nargess Mohammadi, perché non prova rimorso”. I due aguzzini-capo di Evin, conosciuti come Nassiripour e Hamidi, hanno minacciato dicendo che a causa delle proteste in suo favore, la sua condanna sarà più dura.

Sarvnaz Chitsaz, Presidente del Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha esortato ancora una volta le istituzioni per i diritti umani e Ahmed Shaheed, Inviato Speciale dell’ONU sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran, nonché gli organismi in difesa dei diritti delle donne, a condannare gli arresti arbitrari del regime iraniano e a prendere provvedimenti efficaci a garantire il rilascio di Nargess Mohammadi e delle altre detenute politiche.

Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

12 Agosto 2015

 

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