Appello alla comunità internazionale per l’immediato rilascio dei prigionieri politici e degli arrestati della rivolta in Iran
Il Comitato italiano di parlamentari e cittadini per un Iran libero esprime la sua forte preoccupazione per le notizie riguardanti la situazione degli arrestati nelle manifestazioni di protesta e dei prigionieri politici in Iran e chiede l’intervento urgente della comunità internazionale per salvare la loro vita.
Sono passati sette mesi dalla imponente insurrezione del popolo iraniano per la democrazia. Milioni di iraniani in tutto il paese sono scesi in piazza e a gran voce hanno chiesto il totale cambiamento del regime. La stampa internazionale ha riportato gli slogan dei manifestanti, quali “Abbasso Khamenei” (che mirava al simbolo del regime religioso) e “Abbasso il principio del velayat-e faghih” (che puntava proprio al sistema di potere, basato sulla ‘guida suprema’).
Il regime iraniano il 27 dicembre ha violentemente caricato i manifestanti, causando decine di morti e feriti e arrestando migliaia di persone. Dopo quella grande manifestazione il regime dei mullah ha annunciato una nuova ondata di repressione per impedire le azioni di protesta nel paese.
Il 13 gennaio in un comunicato Amnesty International ha denunciato il rischio dell'esecuzione dei prigionieri politici e ha chiesto alle autorità iraniane di fermare le impiccagioni. I religiosi al potere in Iran, che hanno definito ‘mohareb’ (‘in guerra con Dio’) gli arrestati e i prigionieri politici, sono intenzionati a compiere un massacro. Il regime dei mullah ha dichiarato che anche l’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano, PMOI, è mohareb e che coloro che collaborano con essa saranno considerati tali e puniti con la pena di morte. Amnesty International nel suo comunicato ricorda che rischia l’impiccagione Ali Saremi, un simpatizzante della PMOI arrestato nel 2007 mentre prendeva la parola nella cerimonia al cimitero di Khavaran di commemorazione del massacro di migliaia prigionieri politici avvenuto nell’estate del 1988. Saremi dal 2007 è in carcere, dove è stato sottoposto a tortura.
Il Comitato italiano di parlamentari e cittadini per un Iran libero si appella alla comunità internazionale per salvare la vita dei prigionieri politici, e chiede:
• di spedire il fascicolo della violazione dei diritti umani e della repressione in Iran al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, e di mettere in campo tutti gli strumenti diplomatici, politici ed economici per fare pressione sul regime iraniano affinché siano liberati tutti i prigionieri politici e gli arrestati della rivolta;
• all’Unione Europea e agli Stati Uniti d’America di condannare fermamente la repressione contro i manifestanti da parte del regime dei mullah, e di sostenere la richiesta che ci sia la liberazione immediata dei prigionieri politici e si impedisca la loro impiccagione;
• all’Unione Europea e ai paesi membri di rivedere le proprie relazioni economico-politiche con l’Iran fino alla cessazione totale della repressione, della tortura e delle impiccagioni.
Presidente, On. Carlo Ciccioli
Co-presidente, On. Elisabetta Zamparutti
Segretario, Antonio Stango
