giovedì, Febbraio 2, 2023
HomeNotizieDiritti UmaniIran: Appello alla comunità internazionale per un'azione immediata per il rilascio dei...

Iran: Appello alla comunità internazionale per un’azione immediata per il rilascio dei prigionieri politici malati

La Resistenza Iraniana chiede a tutti gli organismi internazionali per i diritti umani, in particolare all’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani e agli Inviati Speciali sulla Tortura e il Diritto alla Vita, di intraprendere un’azione urgente per il rilascio senza condizioni dei prigionieri politici in Iran che si trovano in gravi condizioni di salute. Il fascismo religioso al potere in Iran nega ai prigionieri politici i loro più fondamentali diritti, come i contatti con i propri familiari, le cure e i trattamenti medici al solo scopo di esercitare maggiori pressioni su di loro.

Hassan Sadeghi, prigioniero nel carcere di Gohardasht, soffre di un glaucoma all’occhio destro provocato dalle torture e dalle percosse dei suoi aguzzini sulla testa e gli occhi. Secondo i medici è possibile che i vasi sanguigni degli occhi si rompano rendendolo completamente cieco. Per ricoverarlo in ospedale i suoi aguzzini lo costringono a essere ammanettato, incatenato e ad indossare l’uniforme. Sadeghi è stato prigioniero politico negli anni ’80, è stato arrestato di nuovo nel 2012 e per la terza volta nel 2015 quando è stato condannato a 15 anni di carcere per il suo appoggio all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK).

Asghar Qattan, anch’egli prigioniero nel carcere di Gohardasht, soffre di disturbi cardiaci, ipertensione e iperlipidemia, disturbi renali e problemi al fegato e alla milza. Secondo i medici, dovrebbe essere ricoverato in ospedale e monitorato 24 ore al giorno a causa delle sue malattie, ma le autorità del carcere impediscono il suo ricovero. Qattan è già stato sottoposto a diverse operazioni chirurgiche a causa di un cancro allo stomaco, per le quali ha pagato personalmente le spese. Asghar Qattan era stato arrestato e torturato per sei mesi negli anni ’80, è stato arrestato di nuovo nel 2010 e ancora nel 2012.

Zeinab Jalalian, una compatriota curda iraniana prigioniera nel carcere di Khoy, sta per perdere la vista a causa una malattia oculare, lo pterigio, ma i suoi aguzzini si rifiutano di mandarla in ospedale per essere curata. Inoltre hanno anche minacciato i familiari di Zeinab di non rilasciare informazioni sulla sua situazione. Zeinab Jalaian è stata arrestata a Marzo 2008 e condannata al carcere a vita con l’accusa di Moharebeh (dichiarare guerra a Dio) e attualmente le sono vietate le visite dei familiari

Rasoul Razavi, che sta praticando lo sciopero della fame nel carcere di Tabriz dal 3 Ottobre, è in gravissime condizioni. Il 3 Novembre è stato selvaggiamente picchiato e minacciato dal criminale capo della sezione 12 del carcere di Tabriz, prima di essere trasferito in quello di Gohardasht. Sta praticando lo sciopero della fame ad oltranza dal 4 Ottobre per protestare contro le sentenze emesse dal tribunale dei mullah e le pressioni cui viene sottoposto dal Ministero dell’Intelligence.

Shir Mohammad Shirvani, un compatriota baluci detenuto nel carcere di Ardebil, soffre di gravi disturbi renali e gastrointestinali. Gli agenti del Ministero dell’Intelligence lo hanno trasferito in isolamento perché aveva chiesto di essere curato. Shirvani è stato arrestato nel 2008 e condannato a 22 anni di carcere. I suoi aguzzini lo hanno trasferito nel carcere di Ardebil per fare pressioni su di lui e sulla sua famiglia.

Mohammad Ali Taheri, detenuto nel carcere di Evin, sta praticando lo sciopero delle fame dal 28 Settembre ed è in gravi condizioni. È stato condannato a cinque anni di carcere con l’accusa creata dai mullah di “insulti alle santità, utilizzo illecito di titoli accademici e per aver scritto libri e articoli ingannevoli”. Secondo la decisione della corte, che gli è stata comunicata il 7 Febbraio 2016, la sua pena è finita, ma la magistratura del regime sta impedendo il suo rilascio accusandolo di nuovi reati. Negli ultimi giorni molti sostenitori di Mohammad Ali Taheri hanno organizzato raduni e manifestazioni per protestare contro il prolungamento della sua detenzione, ma sono stati picchiati dagli agenti dell’intelligence e diversi di loro sono stati arrestati.

Arash Sadeghi, detenuto nella sezione 8 del carcere di Evin, è in gravi condizioni di salute dopo diversi giorni di sciopero della fame che gli hanno provocato un brusco calo di pressione sanguigna e di peso. Sadeghi ha iniziato lo sciopero delle fame il 24 Ottobre per protestare contro l’arresto e la detenzione di sua moglie,Golrohk Ebrahimi. Arash Sadeghi è stato arrestato nel 2014 e condannato a 19 anni di carcere con l’accusa di “associazione e collusione contro il regime” e “insulti alle santità religiose”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 Novembre 2016

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,635FollowersFollow
40,910FollowersFollow