lunedì, Dicembre 5, 2022
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IRAN: Appello all’ONU del sindacato degli insegnanti per indagare sul massacro del 1988

a cura dello staff del CNRI

CNRI – Sabato 26 Agosto il portavoce del Sindacato degli Insegnanti iraniani ha chiesto al Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres e all’Inviato Speciale sui Diritti Umani in Iran, Asma Jahangir, di indagare sul massacro del 1988 di 30.000 prigionieri politici.

Nella sua lettera Seyed Hashem Khastar, ex-prigioniero politico, ha definito il massacro dei prigionieri politici del 1988 in Iran “una ferita profonda sul corpo dell’umanità e della società iraniana”. Ha inoltre chiesto all’ONU di assicurare alla giustizia i colpevoli di questo crimine per far sì che la ferita guarisca.

Khastar scrive: “Nell’estate del 1988, dopo la sconfitta nella guerra con l’Iraq, i governanti iraniani agli ordini di Khomeini, che da molto tempo stava progettando di eliminare i prigionieri di coscienza e i prigionieri politici, alla fine approfittarono della situazione e giustiziarono più di 30.000 prigionieri politici, seppellendoli in fosse comuni”.

Khastar ha aggiunto che tra le vittime c’erano prigionieri di tutto l’Iran, molti dei quali avevano finito di scontare la loro condanne e altri a cui rimaneva poco. Alcune delle vittime stavano persino scontando condanne a vita.

Khastar ha anche parlato delle misure repressive del regime affermando: “Dopo la rivoluzione anti-monarchica, della quale il principale slogan fu “libertà”, i nuovi governanti crearono una grossa crisi agli iraniani con falsi pretesti. Questi intendevano limitare la libertà delle persone e non esitarono a commettere qualunque crimine. Sciolsero tutti i partiti e vietarono le pubblicazioni. La loro scusa fu che stavano rispettando i comandamenti della religione di Dio, l’Islam, mentre la religione venne per il benessere degli uomini e non per l’indigenza e la disperazione della gente”.

Questo ex-prigioniero politico ha esortato i colpevoli di questo crimine ad affrontare il processo, aggiungendo: “Non solo il popolo iraniano, ma tutto il mondo deve assistere al processo dei colpevoli di questo crimine, in modo che questa tragedia non venga mai dimenticata, né si ripeta nel mondo”.

Alla fine della sua lettera Khastar aggiunge: “Il loro processo sarà un contributo agli iraniani per conquistare la libertà e la democrazia ad un prezzo minore”.

 

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