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Iran: Alle prigioniere politiche ad Evin è vietato inviare corrispondenza alle loro famiglie 

Il misogino regime iraniano ha emesso una direttiva che proibisce ogni corrispondenza tra le prigioniere del carcere di Evin e le loro famiglie. Nel braccio femminile sono detenute solo prigioniere politiche.

Le prigioniere politiche di Evin subiscono ogni sorta di restrizioni, come la carenza di spazio e di letti, la pessima qualità del cibo, la mancanza di riscaldamenti e di aria condizionata e di arricchimento culturale. Il regime aumenta le pressioni su queste prigioniere, in particolare sulle madri, imponendo loro ogni tipo di restrizione durante le visite dei familiari e privandole della possibilità di comunicare via telefono con i loro parenti fuori dal carcere. 

Questo inasprimento della repressione, delle pressioni e delle molestie ai danni delle prigioniere politiche derivano dalla paura che il regime ha dell’efficace ed insostituibile ruolo delle donne iraniane amanti della libertà, in prima linea nella lotta contro questo regime medievale e misogino e che rappresentano la principale forza di cambiamento in Iran.

Il Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana chiede a tutte le organizzazioni per i diritti umani e ai difensori dei diritti delle donne, di condannare le difficili condizioni delle donne nelle carceri del regime teocratico e sollecita azioni efficaci ed urgenti per il rilascio senza condizioni di tutte le prigioniere politiche.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Comitato delle Donne

26 Maggio 2016

 

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