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Iran: Al grido di “A morte al dittatore!” e “A morte Khamenei!”, bruciate le immagini di Khamenei in diverse città

Rivolte in Iran – No. 78

L’11 Febbraio, i giovani coraggiosi di Teheran si sono riuniti attorno al teatro cittadino e all’incrocio di Vali-e Asr a Teheran gridando “A morte il dittatore!” e si sono scontrati con le forze repressive. A Mellat Park, a Mashhad, la gente si è scontrata con le forze dell’IRGC. Anche in molte altre città la popolazione ha espresso la sua rabbia e il suo disgusto verso il fascismo religioso al potere in Iran.

Ad Azadi Square, a Teheran, alcune persone che erano state minacciate che sarebbero state arrestate o licenziate dal lavoro se non avessero partecipato alla manifestazione organizzata dallo stato in occasione dell’anniversario della rivoluzione anti-monarchica, hanno contestato e fischiato durante il discorso di Rouhani gridando “Bugiardo! Bugiardo!” e prendendo in giro le sue vuote promesse hanno gridato “E’ una bugia! E’ una bugia!”.

Alla stazione della metro di Mellat Park, a Mashhad, un gruppo di persone ha gridato “A morte il dittatore!”. Le forze repressive hanno arrestato cinque persone, tra cui due donne. Usando pungoli elettrici e spray al peperoncino, le forze repressive hanno impedito alla gente di avvicinarsi agli arrestati.

1. In una stazione della metro a Teheran, un ragazzo coraggioso che gridava “A morte il dittatore!”  e “A morte Khamenei!” è stato aggredito da un Basiji. L’aggressore, identificato dai presenti, è uno degli agenti del governo, Ali Mousavi e il suo indirizzo e i suoi dati personali sono stati postati dalla gente sui social networks.

2. I giovani di Shahsavar (Tonekabon) hanno bruciato una grossa immagine di Khamenei in Shohada square.

3. A Baneh, giovani coraggiosi hanno incendiato uno striscione del regime con l’immagine di Khamenei.

4. A Kashani Street, a Shahr Kord, un agente dell’intelligence del regime è stato punito per aver identificato ed arrestato un giovane che aveva partecipato alle manifestazioni. E’ stato poi portato in ospedale dalla polizia.

5. In molte città, tra cui Teheran, Mashhad, Qom, Ahwaz, Uramanat ecc. …, i giovani hanno scritto “A morte Khamenei!”, “A morte il dittatore!” e “Morire o vivere liberi!”, sui muri delle sedi dei Basij e in altre parti della città.

6. Negli ultimi giorni i giovani coraggiosi di Ahwaz hanno dato alle fiamme una Peugeot 206 appartenente all’Ufficio dell’Intelligence della città.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

13 Febbraio 2018