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Iran: Agenti del contro-spionaggio dell’IRGC piazzati nella sezione 350 per impedire la fuga di notizie

Barbaro raid contro i prigionieri di Evin – No. 6

Appello per un’indagine internazionale indipendente sul crimine disumano alla prigione di Evin

Il regime teocratico ha piazzato le guardie rivoluzionarie del contro-spionaggio dell’IRGC nella sezione 350 della prigione di Evin per impedire una fuga di informazioni e per esercitare maggiore pressione e controllo sui prigionieri politici in questa sezione.

Questi provvedimenti criminali, applicati nei confronti dei prigionieri dalle guardie rivoluzionarie e dagli agenti dell’intelligence, sono stati talmente feroci che i leaders e le autorità del regime temono che vengano scoperti e tentano stupidamente di negare ciò che è accaduto nelle prigione di Evin giovedi scorso.

Per lo stesso motivo, questi aguzzini hanno vietato molte visite dei familiari ai prigionieri oggi, visite che invece si svolgono sempre il lunedi.

Domenica 20 Aprile Kouchakzadeh, un membro del parlamento del regime, aveva detto alle famiglie che si erano radunate di fronte al parlamento per protestare contro il barbaro trattamento subito dai prigionieri, che le notizie che avevano sentito venivano da radio straniere ed erano tutte bugie. “Quello che state conducendo è un atto politico. In ambito legale bisogna avere prove e documenti… oltretutto, le testimonianze dei prigionieri sono inaccettabili dato che sono a loro stesso favore”, ha detto.

Giovedi, gli agenti dell’intelligence e le guardie rivoluzionarie hanno fatto irruzione nella sezione 350 dei prigionieri politici della prigione di Evin, picchiando persino prigionieri settantenni con bastoni, pugni e calci mentre li umiliavano e li insultavono con i termini più volgari. Hanno persino negato ai feriti le cure mediche.

Dopo questo attacco, 32 prigionieri sono stati trasferiti in celle di isolamento bendati. Durante il trasferimento, i prigionieri hanno dovuto camminare tra due file di questi aguzzini criminali che li prendevano a pugni e calci e li picchiavano con dei bastoni. I prigionieri sono stati poi trasferiti nelle celle di isolamento della sezione 240 dove questo barbaro trattamento da parte delle guardie rivoluzionarie e degli agenti dell’intelligence è continuato. I prigionieri sono stati portati nelle celle di isolamento bendati e durante il tragitto venivano picchiati talmente forte che cadevano continuamente sul pavimento e sulle scale. Gli insulti e le umiliazioni sono continuate per tutto il percorso. Poi ai prigionieri sono stati tagliati baffi e capelli  in modo umiliante e poi sono stati spogliati. Sono stati trattati in modo assolutamente vergognoso e ripugnante e molti sono stati minacciati di stupro.

La Resistenza Iraniana chiede al Segretario Generale e all’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani e agli altri organismi dell’ONU interessati, nonché a tutte le organizzazioni in difesa dei diritti umani, di condannare energicamente queste misure atroci e chiede inoltre una indagine internazionale indipendente su queste atrocità disumane.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

21 Aprile 2014

 

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