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Iran: Vietate le visite dei familiari ai prigionieri politici trasferiti in isolamento

Barbaro raid alla prigione di Evin – No. 5

Oggi, lunedi 21Aprile, il capo degli aguzzini della prigione dei Evin ha vietato le visite dei familiari  ai prigionieri politici trasferiti nelle celle di isolamento durante il barbaro raid del 17 Aprile. Le famiglie si sono recate a fare visita ai loro cari oggi, come ogni lunedi, ma sono state rimandate indietro poiché gli aguzzini della prigione stanno tentando di non mostrare le percosse e le ferite subite da questi prigionieri.

 

Negli ultimi due giorni i leaders del regime hanno tentato di occultare il loro crimine disumano alla prigione di Evin per paura che venga scoperto. Lo scagnozzo-capo Pourmohammadi, Ministro della Giustizia del governo Rouhani, uno dei funzionari responsabili del massacro di 30.000 prigionieri politici nel 1988, domenica ha dichiarato: “Le notizie pubblicate non sono corrette. Si è trattato solo di una ispezione di routine nelle celle…. un paio di prigionieri sono rimasti leggermente contusi e sono stati curati senza alcuna necessità di ricovero in ospedale”. Riguardo al divieto di visite ai prigionieri ha offerto la seguente scusa: “Le famiglie dei prigionieri hanno richiesto visite immediate, ma non è successo nulla che giustifichi le loro richieste di visite immediate”.

Nel frattempo, i prigionieri della sezione 350 hanno respinto le falsità del criminale capo dell’Organizzazione Carceraria Esmaeili, il quale aveva affermato che molte famiglie avevano incontrato i loro figli. Hanno infatti affermato che non ci sono sono stati incontri domenica tra le famiglie e i prigionieri della sezione 350 della prigione di Evin.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

21 Aprile 2014

 

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