AGI, 10 gennaio. – L’Iran saluta il nuovo anno con 23 impiccagioni, piazzandosi gia’ da ora in cima alla macabra classifica mondiale della pena di morte. Sette delle esecuzioni sono state compiute soltanto negli ultimi due giorni. Lo ha riferito l’agenzia Afp sulla base di testimonianze e informazioni prese dalla stampa locale. Due appartenenti a una gang criminale accusati di due distinti omicidi sono stati giustiziati sulla pubblica piazza nella cittadina di Jahron, nel sud, e altri due uomini sono finiti sul patibolo a Tonkabon, nel nord.
Cappio al collo anche per tre trafficanti di droga trovati a Birdja, nell’est, in possesso di 177 chili di hashsh e sette di eroina. Nel 2007 le autorita’ iraniane hanno cavalcato una campagna di sicurezza che ha fatto quasi raddoppiare il numero di esecuzioni degli anni precedenti: almeno 298 secondo le organizzazioni per i diritti umani iraniane. Il codice legislativo della Repubblica islamica non lascia scampo: si e’ punibili con la pena morte se si commette adulterio, omicidio, stupro, rapina a mano armata e un reato legato a droga, pornografia, blasfemia. L’Iran prosegue la sua politica pro-boia nonostante la moratoria sulle esecuzioni capitali approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre. Anzi, forse proprio in risposta alla storica votazione a Palazzo di Vetro, il giorno successivo al voto quattro criminali comuni salirono sul patibolo nel carcere di Ervin, a Teheran.
