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Irak: Una forte richiesta per la delegazione europea

Irak: Una forte richiesta per la delegazione europeaPaulo Casaca   &    Andre Brie
Membri del Parlamento Europeo

Comunicato Stampa

ALCUNI Membri del Parlamento Europeo, compreso Paulo Casaca e Andre Brie, hanno visitato l’Irak dal sedici al diciannove Luglio, compreso Bagdad e la provincia di Dyalla. Durante questa missione, sono stati prodotti vasti contatti con i capi politici nazionali, provinciali e locali così come con le forze della società civile, compreso il Dott. Abdullah Al-Jabouri, ex governatore della provincia di Dyalla ed il Dott. Suha Al-Azaye, membro del comitato costituzionale che sta disegnando la costituzione irachena.

Un congresso a cui hanno partecipato forze democratiche irachene con la delegazione del PE e l’organizzazione di resistenza iraniana PMOI è stato promosso nella provincia di Dyala il 18 luglio. Il congresso ha unito più di cento rappresentanti della società politica e civile irachena compresi i capi di parecchi partiti liberali e democratici, capi tribali e religiosi e numerose associazioni della società e per i diritti civili della donna, come l’associazione irachena degli sceicchi tribali, l’organizzazione irachena per le libere elezioni, l’associazione della solidarietà fra curdi e arabi e l’associazione delle donne irachene. Il congresso ha deciso di mandare una delegazione di membri iracheni, iraniani ed europei al cimitero di Ghazili al centro di Bagdad in cui alcune delle vittime dell’esplosione dell’autocisterna di Bagdad sono state sepolte.
 
Il congresso ha deciso di esprimere tutta la solidarietà con le vittime del terrorismo fanatico e la determinazione a combattere questa malvagità attraverso tutti i mezzi possibili. Dei fiori sono stati lasciati sulla 19° tomba di uno dei bambini assassinati che erano stati sepolti senza identificazione.
Il congresso ha espresso profonda solidarietà con i PMOI ed il relativo ruolo nel combattrere il fanatismo religioso ed ha riaffermato la richiesta firmata da 2.8 milioni di Iracheni ed indirizzata l’UE e agli Stati Uniti per ritirare il PMOI dalla lista delle organizzazioni terroristiche, una classificazione che è stata fatta soltanto per calmare il regime di fondamentalista iraniano elencando come terrorista la vittima principale delle proprie attività terroristiche.

Questa classificazione non è soltanto irragionevole ma costituisce un insulto a tutte le vittime di terrorismo. Il congresso ha fatto presente la sempre più rapida perdita di senso di sicurezza e l’ aumentato numero di atti di terrorismo, sia terrorismo di massa sia assassini selettivi e determinati dalle squadre di morte, la moltiplicazione degli arresti arbitrari e delle torture, sia dalle milizie private come il Corpo di Badr sia dalle forze di sicurezza ufficiali sempre più infiltrate da queste milizie.

Il congresso ha denunciato il ruolo centrale del regime iraniano in questa situazione.
Il congresso ha chiesto con veemenza una presenza veloce e notevole delle istituzioni europee in Irak per permettergli di accedere ed influenzare correttamente alla situazione.

Le personalità politiche della provincia di Dyala hanno indicato l’assenza degli osservatori internazionali – cioè del Parlamento Europeo – come una delle cause principali del relativo carattere fraudolento.

Parecchi candidati, per le loro credenziali anti-fanatismo o semplicemente per essere Sunniti, vale a dire il Dott. Abdullah Al Jabouri, sono stati cancellati illegalmente delle liste elettorali, non permettendo in questo modo che la gente votasse per loro.

La partecipazione al voto, secondo le stime ufficiali è del 30% ma si pensa sia stata gonfiata con i voti falsi a favore della cosiddetta lista Sciita.

Il Dott Al-Azaye Suha ha denunciato le minacce alla sua vita che ha ricevuto in seguito alla sua opposizione alla consacrazione alla Sharia e aver richiesto invece una forte presenza della costituzione per i diritti dell’uomo in avvenire. La situazione in Iraq sta deteriorandosi velocemente e i membri del Parlamento Europeo hanno espresso sia la loro viva raccomandazione per un ruolo più attivo sia più informato delle istituzioni europee in questo contesto.

Brussels 20 July, 2005 

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