giovedì, Febbraio 9, 2023
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Interessanti confessioni: Il leader del regime iraniano è direttamente coinvolto negli atti di terrorismo e nell’ingerenza nella regione

CNRI – Nel tentativo di contrastare l’approvazione del Congresso americano alla pubblicazione del patrimonio del leader iraniano, l’ufficio pubblicazioni di Khamenei ha involontariamente confermato che tutte le attività belliche, l’ingerenza negli affari interni dei paesi della regione e gli atti di terrorismo e di violenza, sono direttamente controllati dal leader supremo del regime Ali Khamenei.

L’agenzia di stampa ufficiale Fars, il 23 Dicembre, citando l’Istituto per la pubblicazione delle opere di Khamenei, ha dichiarato:

“La Camera dei Rappresentanti americana ha approvato una proposta di risoluzione la scorsa settimana, in cui si afferma che al Dipartimento del Tesoro viene richiesto di pubblicare una lista delle proprietà dei leaders iraniani, è più specificatamente dell’ayatollah Khamenei”.  La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato la legge numero HR 1638 all’inizio di questo mese, chiamata anche “Iranian Leadership Asset Transparency Act”. La legge ha ottenuto la maggioranza con 289 voti a favore e 135 contrari. La bozza di risoluzione deve essere anche approvata dal Senato e firmata dal presidente per avere valore di legge.

L’Istituto per la pubblicazione delle opere dell’ayatollah Khamenei ha reagito alla risoluzione dicendo: “Il Congresso americano ha adottato questa misura per paura dell’influenza dell’Iran nella regione, che negli ultimi anni è cresciuta grazie alle importanti strategie del leader della rivoluzione”.

Per la verità le “importanti strategie del leader della rivoluzione” non hanno fatto altro che creare truppe affiliate per commettere crimini e portare la distruzione in Iraq, Siria, Libano, Yemen e in altri paesi della regione.

L’agenzia di stampa Fars aggiunge: “Prima della firma dell’accordo sul nucleare, l’ayatollah Khamenei aveva sottolineato che l’accordo non avrebbe mai preparato il terreno ai nemici per indebolire i principi fondamentali dell’Iran, come il suo appoggio ai membri del fronte di resistenza nella regione”.

Chiaramente i cosiddetti “membri del fronte di resistenza nella regione”, sono le forze terroristiche affiliate alle guardie rivoluzionarie del regime iraniano (IRGC), come Hezbollah in Libano, la forza terroristica PMU in Iraq, gli houthi nello Yemen e Fateiuon in Afghanistan. Continuando a citare l’Istituto per la pubblicazione, l’agenzia Fars ha specificato: “Il leader iraniano durante il sermone di preghiera dell’Eid al-Fitr, prima della sigla dell’accordo, aveva dichiarato che a prescindere che l’accordo fosse stato firmato o no, l’Iran non avrebbe rinunciato a sostenere i suoi alleati nella regione…  Quindi il potere e l’influenza dell’Iran sono cresciuti nella regione e questo ha fatto infuriare gli Stati Uniti”.

Queste sciocche spacconate e le involontarie confessioni del regime iraniano, giungono in un momento in cui non solo il potere e l’influenza del regime iraniano non sono cresciuti nella regione, ma al contrario, il regime è più che mai isolato e sotto pressione, dato che i paesi della regione sono più che mai uniti contro la sua bellicosità.

Mercoledì 6 Dicembre 2017, su iniziativa dell’intergruppo Friends of a Free Iran al Parlamento Europeo, Maryam Rajavi, la Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha detto: “Il regime ha già esaurito le sue risorse strategiche. Dal punto di vista economico, è sull’orlo della bancarotta. Dal punto di vista sociale è sempre più isolato.

“La soluzione è mostrare fermezza, non fare concessioni. Uno sforzo deciso e unitario per contrastare l’ingerenza distruttiva dell’Iran nella regione e il suo programma sui missili balistici, sarà il più grosso contributo alla pace sia dell’Iran che di tutta la regione. Washington e il mondo arabo hanno fatto alcuni passi positivi a questo riguardo. E’ giunto il momento che l’Unione Europea faccia lo stesso e adotti una politica decisa”.

 

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