domenica, Dicembre 4, 2022
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Installazioni di alta tecnologia come misure di spionaggio attorno ad Ashraf

Disturbo e interferenze nelle comunicazioni degli abitanti di Ashraf
 
CNRI – Com’è stato indicato dai comunicati 137, 138 e 141, della resistenza iraniana, dopo il 24 agosto, il Ministero dell’Intelligence  iraniana (MOIS), e la forza terroristica Qods dei mullah, col pieno sostegno delle forze al comando di Maliki e del comitato incaricato della repressione di Ashraf al gabinetto del primo ministro iracheno, hanno iniziato ad installare due torri di 15 mt, a Sud di Ashraf, allo scopo di spiare, disturbare e creare interferenze nelle comunicazioni del campo. Come rivelato dai suddetti comunicati, queste strutture, fornite dal corpo dei Pasdaran, sono simili a quelle utilizzate nel 2009 e nel 2010 in occasione della rivolta  in Iran, e dislocati in diverse aree, da Teheran alle città di provincia.
 
In merito ad Ashraf, è del tutto evidente come, installando delle torri di controllo, telecamere e diverse antenne, il regime dei mullah riveli l’intenzione di incrementare le sue operazioni di spionaggio e di diffusione di elementi di disturbo (detti parassiti – ndt), allo scopo di preparare il terreno ad una serie di misure repressive, ad un prossimo massacro e ad impedire l’informazione dell’opinione pubblica mondiale di questi futuri crimini contro l’umanità.
 
Ecco le tappe di questa operazione:
 
1 – Alle 10:30 del 3 settembre, degli agenti del MOIS dei mullah, hanno portato nel loro bungalow dell’ala Sud di Ashraf delle nuove apparecchiature elettroniche subito attivate.
 
2 – Nello stesso giorno, gli agenti hanno installato dei potenti proiettori su delle torri di 7 mt a fianco del loro bungalow, per impedire la visuale agli abitanti di Ashraf, allo scopo di impedir loro di scoprire le attività illegali di spionaggio delle forze del regime.
 
3 – Alle 07:00 del 7 settembre, tre agenti del MOIS hanno installato, nel tentativo di coprire il rumore che provocavano, delle antenne sulla sommità della torre della Piazza Laleh. Un non precisato numero dei 300 altoparlanti del MOIS sono stati installati su questa torre.
 
4 – Nel corso della mattinata dell’8 settembre, due agenti del MOIS hanno installato diverse antenne di sorveglianza così come diverse telecamere ed altri macchinari di spionaggio sulla torre della stessa Piazza Laleh.
 
5 – Nello stesso 8 settembre, un’unità del genio della quinta divisione irachena, coordinata dal capitano Ahmad Hassan Khozeir, rappresentante del comitato incaricato della repressione di Ashraf, ha condotto dei lavori d’ingrandimento dell’area d’installazione degli agenti del MOIS e della forza terroristica Qods, vicino ad Ashraf. Il passato di mercenario di Ahmad Hassan Khozeir, al servizio del regime iraniano, è già stato rivelato nei dettagli dalla Resistenza iraniana.
 
6 – Il 9 settembre, nell’ala Est di Ashraf, dove si trovavano già degli altoparlanti, degli agenti del MOIS hanno installato un’antenna di sorveglianza di 6 mt di altezza e una telecamera ad un’altezza di 4 mt. Per impedire agli abitanti del campo di scorgere queste operazioni hanno elevato un terrapieno di 3 mt di altezza.
 
7 – Il rappresentante del MOIS all’ambasciata del regime ha comunicato agli agenti incaricati di mettere in pratica delle torture psicologiche sui residenti di Ashraf da 20 mesi, che il regime iraniano, in concerto col governo iracheno, intensificherà la pressione sui residenti per chiudere il campo, e che l’installazione delle torri di spionaggio attorno ad Ashraf è da inscriversi in quest’ottica.
Con una ridicola fuga in avanti, il fascismo religioso al potere in Iran ha millantato che, per voce di Mohsen Rezai – ex capo dei Pasdaran –: “Fa parte di una misura preventiva presa dai Mojahedin, l’installazione di una torre per inviare elementi di disturbo nel campo di Ashraf, allo scopo di isolare ulteriormente gli elementi fuorviati che vivono in questo campo di terroristi.” (Sito ufficiale Tabnak, 10 settembre).
 
Nel momento in cui vengono compiuti degli sforzi volti allo scopo di trovare una soluzione pacifica per Ashraf, le misure descritte illustrano chiaramente le intenzioni nefaste del regime dei mullah e dei loro agenti iracheni, i quali intendono commettere un massacro di dimensioni ancora maggiori dei precedenti, ed impedire la ricerca di un’uscita pacifica dalla situazione. Ed è per questo che la Resistenza iraniana si appella all’ONU e al governo degli Stati Uniti, affinché installino, in forma permanente, conformemente al rapporto del 7 luglio del Segretario Generale al Consiglio di Sicurezza, un gruppo di osservatori dell’ONU ad Ashraf, per impedire una nuova catastrofe umanitaria.
 
 Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.
10 settembre 2011
 

 

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