venerdì, Gennaio 27, 2023
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In un editoriale un riepilogo sulla situazione del programma nucleare iraniano

Una posizione “dura” dell’Amministrazione U.S.A. nei confronti dei negoziati sul nucleare in corso con il regime iraniano, viene raccomandata in un recente editoriale del Chicago Tribune, “Ricordate la minaccia iraniana”. Qualunque tentativo di fare concessioni o di prolungare ulteriormente qualunque scadenza dell’accordo, sarebbe “persino più pericoloso” delle atrocità mostrate dall’ISIS.

 

La scadenza iniziale per il raggiungimento di un accordo era a Luglio e la prossima è fissata per il 24 Novembre, ma i colloqui finora sono stati “vaghi”. Qualunque ulteriore prolungamento della scadenza dovrà essere rifiutato e, al contrario, se una conclusione non dovesse essere raggiunta il mese prossimo, sarebbe consigliabile un aumento delle sanzioni al regime iraniano.

Il regime di Tehran sta giocando la sua carta: se gli Stati Uniti saranno indulgenti nei riguardi del suo programma nucleare, allora combatterà la rivolta dell’ISIS. Ma questa è un’argomentazione inconsistente.

Il regime iraniano dice che il suo programma nucleare ha scopi pacifici, ma qualunque prova di ciò viene tenuta nascosta agli ispettori dell’Agenzia per l’Energia Atomica, che aspettano da anni delle risposte sulle passate ricerche su detonatori che potrebbero innescare un dispositivo nucleare. Qualunque ulteriore estensione farà solamente il gioco dei mullah e delle loro tattiche di stallo e concederà loro persino più tempo per lo sviluppo di un’arma nucleare.

La richiesta iniziale di un totale smantellamento di tutte le apparecchiature del regime per l’arricchimento dell’uranio, è svanita durante i negoziati. Le ultime concessioni delle nazioni occidentali consentono all’Iran di mantenere le sue 20.000 centrifughe e di riposizionare invece le tubature che collegano questi apparecchi per ridurre qualunque minaccia. L’editoriale precisa che qualunque disconnessione potrebbe essere riportata in pochi giorni alla sua attuale configurazione, cosicché l’Iran potrebbe avere una bomba atomica in non più di due mesi, a detta degli esperti.

L’alternativa di chiedere all’Iran di porre un limite all’arricchimento dell’uranio sarà difficile da applicare, specialmente se l’Iran ha deciso di manipolare clandestinamente il suo programma nucleare. Se anche ci fosse un accordo applicabile per limitare la capacità nucleare dell’Iran per un periodo, come indicato dal Washington Post, i paesi vicini prenderebbero questo come spunto per dare inizio al loro sviluppo di armi, cosa che condurrebbe ad una possibile corsa alle armi nucleari in Medio Oriente.

Le sanzioni hanno portato inizialmente il regime al tavolo dei negoziati e la mancanza di progressi nei colloqui indicherà solamente che le attuali sanzioni non sono abbastanza restrittive e che dovranno essere rinforzate.

 

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