sabato, Dicembre 10, 2022
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Il regime iraniano utilizza il denaro dell’accordo sul nucleare per fomentare il terrorismo in tutta la regione

a cura dello staff del CNRI

CNRI – Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), noto anche come l’accordo sul nucleare con l’Iran, è stato al centro dell’attenzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la scorsa settimana.

L’amministrazione Obama, gli alleati degli Stati Uniti e la comunità internazionale, ritenevano che dopo l’entrata in vigore dei benefici dell’accordo sul nucleare, sarebbe emerso un Iran “diverso”, membro responsabile della comunità mondiale e che il Medio Oriente sarebbe stata la prima regione a godere di questo risultato.

Ma a margine degli suoi incontri dell’UNGA, il Segretario di Stato americano Rex Tillerson ha detto: “Purtroppo, da quando è stato confermato l’accordo, non abbiamo visto nulla di una regione stabile e più pacifica”.

Recentemente Berlino ha fatto alcune dichiarazioni preoccupanti per Teheran. In un comunicato il Ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel ha detto: “Gli americani hanno ragione. L’Iran non sta avendo ancora un ruolo costruttivo in Medio Oriente, men che meno nello Yemen o in Libano”.

L’importanza geo-strategica dello Yemen è la ragione più probabile per cui al-Qaeda ha cercato di creare un grosso punto di appoggio laggiù e per cui l’Iran continua a sostenere gli Houthi. Teheran sta continuando a contrabbandare armi illegali e tecnologia per prolungare la campagna degli Houthi, secondo il Vice Ammiraglio Kevin M. Donegan, alto comandante della marina degli Stati Uniti in Medio Oriente. Il New York Times ha citato Donegan dicendo che gli Houthi stanno anche ricevendo “ un arsenale sempre più potente di missili balistici e anti-nave, di mine sottomarine mortali e persino di barche esplosive che hanno attaccato le navi alleate nel Mar Rosso o nel territorio saudita su tutto il confine settentrionale dello Yemen”.

Allo stesso modo Samantha Power, ex-Inviato all’ONU degli Stati Uniti, si è sentita obbligata a evidenziare i casi  riguardanti le esportazioni di armi agli Hezbollah libanesi.

Il Ministro degli Esteri degli EAU, lo Sceicco Abdullah bin Zayed al Nahayan, durante il suo discorso all’Assemblea Generale dell’ONU ha detto: “Sono passati due anni dall’accordo sul nucleare dell’Iran senza che vi sia stato nessun cambiamento nel suo comportamento ostile. L’Iran continua a sviluppare il suo programma nucleare, violando le direttive e lo spirito di questo accordo”.

L’Iran sta violando un accordo legato a quello nucleare, la Risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, proseguendo i test di lancio di una serie di missili balistici. Il missile a medio raggio Khorramshahr, ha superato il test di lancio con successo sabato. Secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, questa nuova arma ha una portata di 2000 chilometri (circa 1250 miglia) ed ha la capacità di trasportare testate nucleari multiple.

Per tutti questi motivi il Presidente americano Donald Trump sta contestando il JCPOA, e sta accusando Teheran di collusione con Pyongyang. Anche la Francia ha chiesto al Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres di presentare un rapporto esaustivo sui recenti test missilistici.

A Maggio scorso, dopo la sua elezione al secondo mandato, il presidente iraniano Rouhani ha detto: “Siamo fieri delle nostre forze armate, delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), dei Basij e delle forze di sicurezza”. L’IRGC è a capo del programma nucleare e missilistico iraniano ed ha il compito di sedare ogni forma di dissenso interno e di esportare la “Rivoluzione Islamica” del regime all’estero.

L’alleggerimento delle sanzioni a seguito del JCPOA, ha portato una pioggia di denaro al regime iraniano ma, invece di alleviare la crisi economica in Iran, questo denaro è stato utilizzato per alimentare il terrorismo in tutta la regione ed inviare soldati dall’Afghanistan e dal Pakistan a combattere in Siria per aiutare il dittatore siriano Bashar Assad.

Il JCPOA non affronta il problema della corsa al nucleare e ai missili balistici dell’Iran, l’appoggio al terrorismo o le violazioni dei diritti umani in patria. Tutto questo deve essere affrontato ora.

Per quasi quattro decenni Teheran ha sfruttato l’approccio all’impegno dell’Occidente che voleva incoraggiare un cambiamento in Iran. Ciò ha portato ad un Medio Oriente attanagliato dalla guerra. Una soluzione è stata recentemente proposta da Walid Phares, l’ex-consulente di politica estera di Trump, il quale è favorevole a che Washington utilizzi la Coalizione Araba e l’opposizione iraniana contro Teheran.

 

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