Contemporaneamente dall’annuncio del ritiro delle forze statunitensi dall’Iraq il ministero degli Esteri del regime dei mullà svela il suo accordo, in sette articoli, con il governo iracheno contro il Campo Ashraf
Appello di Maryam Rajavi agli USA, UE e ONU per la protezione al Campo Ashraf e per impedire un tragico genigidio
Occupazione militare Ashraf, n° 152Il ministero degli Esteri del regime dei mullà, due giorni dopo l’annuncio del ritiro delle forze statunitensi dall’Iraq, ha dichiarato: “Per chiarire la situazione dei membri dei Mojahedin si doveva formare un comitato composto dal governo iracheno, l’Iran e la Croce Rossa … Questo comitato a tre si è formato, ma purtroppo la Croce Rossa, malgrado il suo impegno, non si è presentata … Il governo iracheno ha preparato un preambolo in 10 articoli per far uscire i Mojahedin dal Campo Ashraf e chiudere il Campo. Il preambolo, con le osservazioni della parte iraniana, è diventato di sette articoli e ora la questione è all’ordine del giorno per essere firmata definitivamente”.
L’agenzia Fars dei pasdaran il 23 ottobre ha riportato la seguente notizia riferita dall’addetto del ministero degli Esteri iracheno per i paesi arabi e africani: “Ci sono riserve su come i mas media devono riportare la posizione ufficiale tra i governi iracheno e iraniano. La posizione è tuttora in fase di studio”.
La signora Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana a questo proposito ha dichiarato: “Ora la dittatura teocratica fa cadere i veli e con la massima arroganza annuncia di un accordo con cui lo Stao e il governo iracheno diventano lo strumento dell’oppressione dei dissidenti del regime del velayat-e faghih. Ora è chiaro che l’ultimatum di chiudere il Campo Ashraf a fine 2011 e il massacro dell’8 aprile a cui al-Maliki si riferisce sono stati dettati dal regime iraniano”.
La presidente della CNRI ha aggiunto: “ I residenti di Campo Ashraf recentemente sono stati riconosciuti come rifugiati politici da parte dell’ONU e sono protetti dalle leggi internazionali. Il regime iraniano considera i residenti di Campo Ashraf mohareb (in guerra con Dio) e per questo sono condannati a morte e i loro familiari vengono impiccati per aver visitato Campo Ashraf. Ogni negoiazione e dialogo con il regime iraniano e il suo intervento sulla situazione dei residenti del Campo Ashraf sono una palese violazione delle leggi internazionali, della Convezione di Ginevra per i rifugiati del 1951 e del Patto dei diritti civili e politici, e in base alla Sentenza del tribunale di Spagna e del Patto di Roma (lo statuto del tribunale penale internazione) sono considerati crimini contro l’umanità e crimini contro la comunità internazionele.
La signora Rajavi ha ammonito: “L’annuncio dell’accordo tra il ministero degli Esteri iraniano con il governo iracheno non lascia alcun dubbio sulla loro nefasta intenzione di annientare i residenti del Campo Ashraf. Perciò la Resistenza Iraniana chiede al Presidente e al Segretario del Dipartimento degli USA, al Segretario generale e all’Alto Commissariato per irfugiati dell’ONU, all’Alto Rappresente della politica Estera dell’UE e all’Ambascaitore James Jeffrey di intraprendere un’iniziativa urgente per tutelare i residenti del Campo Ashraf da parte delle forze delle Nazioni Unite per impedire un genocidio di dimensioni maggiori rispetto a quello dell’8 aprile che è facilmente prevedibile”.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
24 ottobre 2011
