martedì, Novembre 29, 2022
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Ondate di pressioni imposte al campo di Ashraf dal Comitato incaricato della repressione di Ashraf al gabinetto del primo ministro iracheno

Divieto di importazione di carburante, torture psicologiche verso i malati, mancata restituzione del corpo di un defunto e ritorno di un capo dei carnefici nel campo
 
CNRI – Alla richiesta della dittatura dei mullah iraniani, il Comitato incaricato della repressione  di Ashraf, al gabinetto del primo ministro iracheno, ha moltiplicato le sue misure repressive, aggravando l’embargo già esistente e le pressioni sui residenti. 1 – Secondo alcune informazioni che giungono da fonti interne del regime dei mullah, il tenente Heidar Azab Mascì, un capo carnefice che ebbe un ruolo di primo piano durante le stragi del luglio 2009 e dell’aprile 2011, così come in altri atti di violenza verso gli abitanti di Ashraf, ritornerà nel campo con una promozione gerarchica, quale quella di ufficiale del genio dell’esercito, col compito di moltiplicare le misure di controllo e di repressione contro i residenti. Heidar, che è stato recentemente distaccato lontano da Ashraf, è inserito nella lista delle persone giudicate colpevoli dalla giustizia spagnola, per crimini di guerra e contro l’umanità.
 
2 – Qualche giorno fa un’abitante del campo, una donna, è stata trasferita d’urgenza all’ospedale Iraq-al-Jadid (che si trova all’ingresso del campo), a causa di una crisi epilettica, e in previsione di essere poi trasferita all’ospedale di Baquba, dove una cartella medica era già stata preparata a suo nome. Le forze irachene hanno voluto far passare l’idea grottesca che non si trattasse di crisi epilettica ma che la paziente sia stata “passata a tabacco” da altri ashrafiani! In seguito al suo trasferimento all’ospedale di Baquba, il medico che l’ha presa in cura ha confermato la crisi epilettica e prescritto alla donna due giorni di cure mediche.
 
Di ritorno ad Ashraf, uno dei carnefici che “lavora” come “medico” all’ospedale Iraq-al-Jadid, ha condotto la donna da due ufficiali iracheni, i quali hanno tentato di costringerla ad ammettere che fosse stata “passata a tabacco” da altri residenti, e la incoraggiano così  a lasciare il campo. I due ufficiali, sul momento, danno un colpo di telefono ad una terza persona, che parla persiano, la quale ripete alla donna le richieste degli ufficiali. Le vive e forti proteste della paziente e della traduttrice hanno infine costretto gli ufficiali a rilasciarla.
 
3 – Giovedì 20 ottobre, le forze irachene hanno ancora ostacolato l’ingresso nel campo di due autocisterne di petrolio. Questo divieto all’ingresso del carburante, avviene al momento in cui la temperatura inizia a scendere; le stufe e gli scaldabagni, che funzionano principalmente a petrolio, rischiano di diventare inutilizzabili. Dal febbraio 2011, il Comitato incaricato della repressione di Ashraf, non ha permesso che entrasse neppure una goccia di carburante all’interno del campo, e adesso, il petrolio, diventa un’altra delle tante cose vietate ad Ashraf.
 
4 – Un mese dopo il decesso di Zahra Husseini Mehrsefat, membro del Consiglio direttivo dell’OMPI e membro del CNRI, il Comitato incaricato della repressione di Ashraf continua ad astenersi dalla restituzione del corpo alla sua famiglia, anch’essa all’interno del campo. Zahra Husseini Mehrsefat è deceduta il 21 settembre in un ospedale di Baghdad a causa di colpevoli e premeditati ritardi nelle cure mediche, voluti dalle forze irachene. Il 9 ottobre, un giudice della città di Khalis, ha firmato un permesso d’inumazione ed ha ordinato il trasferimento del corpo ad Ashraf.
 
Il fratello di Zahra, che risiede negli Stati Uniti, ha depositato una richiesta ufficiale affinché il corpo di sua sorella sia rimesso nelle mani dei suoi familiari ad Ashraf, per essere sepolto nei modi dovuti.
 
Numerosi avvocati internazionali, arabi e iracheni, hanno lanciato un appello al capo del Consiglio supremo della giurisdizione irachena, ed alle istanze internazionali, per mettere fine a questo comportamento inumano, che va contro i precetti islamici, e perché sia dunque reso il corpo della defunta Zahra Husseini Mehrsefat ai suoi cari ad Ashraf.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

23 ottobre 2011
 
 

 

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