mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Il regime iraniano frusta in pubblico una donna 100 volte

CNRI – Il regime fondamentalista iraniano ha frustato una donna in pubblico a Golpayegan, Iran centrale, si è saputo mercoledì.

Alla donna, identificata solo con le iniziali S. T., sono state inflitte 100 frustate, hanno riferito i media di stato.

La fustigazione è stata applicata come pena per una presunta relazione che la donna avrebbe avuto con un altro uomo, secondo Najafali Alyan, procuratore del regime a Golpayegan. Le sue dichiarazioni sono state riportate dall’agenzia di stampa di stato Serat il 27 Aprile. 

Non c’era stata notizia nei media di stato di donne fustigate in pubblico in Iran negli ultimi anni. 

La donna attualmente sta scontando una condanna a 15 anni di carcere per il ruolo che avrebbe avuto nell’omicidio del marito avvenuto a Luglio 2012. La magistratura del regime iraniano è nota per emettere verdetti draconiani senza un giusto processo ed è stata ripetutamente condannata per questo dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani.

Farideh Karimi, attivista per i diritti umani e membro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha duramente condannato la fustigazione pubblica avvenuta a Golpayegan.

“La fustigazione pubblica della donna in Iran è una nuova misura misogina del governo Rouhani particolarmente inquietante e ripugnante. Le rappresentanti politiche occidentali che visitano l’Iran dovrebbero riconsiderare la portata e l’impatto che queste visite hanno nell’incoraggiare il regime in questo suo comportamento”, ha detto.

Ed ha aggiunto: “In vista della nuova ondata di repressione delle donne in Iran, esortiamo gli attivisti e le organizzazioni per i diritti delle donne ad attivarsi e denunciare le politiche misogine dei mullah”.

La scorsa settimana il regime dei mullah ha lanciato un nuovo piano per la repressione delle donne “mal velate”. Ha sguinzagliato circa 7.000 cosiddetti “agenti della polizia per la moralità” sotto copertura a Tehran, incaricati di perseguire le donne nelle strade ed allertare le agenzie preposte all’applicazione della legge nel caso che siano “mal velate” o in presenza di altre “violazioni” delle leggi fondamentaliste dei mullah.

Il regime iraniano ha impiccato almeno 66 donne e 2.300 uomini da quando Hassan Rouhani è diventato presidente nel 2013.

 

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