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Il Presidente iraniano e suoi terroristi

Le forze armate Iraniane con l ordine preciso di Hassan Ruhani hanno attaccato il 1 settembre I profoghi  del campo di Ashraf. Hanno massacrato 52 persone ed hanno preso in ostaggio 7 profughi.

Da leggere, ottobre 2013

In una conferenza internazionale a Ginevra venerdì 20 settembre, Maryam Rajavi, Presidente-eletta della Resistenza Iraniana, ha rivolto un appello agli Stati Uniti, all’ONU e all’Alto Commissario per i Diritti Umani affinché onorino i loro impegni legali e morali di agire immediatamente per ottenere la liberazione dei 7 rifugiati di Camp Ashraf, fra i quali 6 donne, che sono stati presi come ostaggi dagli assassini di Maliki. La signora Rajavi ha condannato i 20 giorni di silenzio e d’inazione mentre gli ostaggi sono detenuti in condizioni orrende sotto interrogazione e tortura.

Ella ha affermato che, secondo specifiche e accurate informazioni da varie fonti, gli ostaggi sono nelle mani del governo dell’Iraq. I relativi dettagli sono anche stati portati all’attenzione di funzionari degli Stati Uniti, dell’Alto Commissario per i Rifugiati, dell’Alto Commissario per i Diritti Umani e dell’Unione Europea.

La signora Rajavi ha aggiunto: “Il massacro ad Ashraf ha trasformato le già precarie condizioni a Camp Liberty in una questione pressante. Le minacciose intenzioni del governo iracheno sono diventate evidenti mentre, non ostanti le garanzie da parte di funzionari dell’ONU e del Segretario di Stato degli Stati Uniti, esso continua a negare la messa in atto dei requisiti di sicurezza essenziali per i residenti di Camp Liberty, come il trasferimento di equipaggiamenti personali di protezione e di attrezzature mediche da Camp Ashraf a Camp Liberty, e rifiuta di consentire che siano ricollocati nel campo i 17.500 muri di cemento armato a ‘T’ che proteggevano i container”.

Maryam Rajavi ha dichiarato: “Dato che il governo dell’Iraq non ha alcuna capacità di proteggere i residenti ed è esso stesso un loro assassino, una squadra di monitoraggio dell’ONU e un reparto di Caschi Blu dovrebbero essere stazionati all’interno di Camp Liberty 24 ore su 24, poiché senza la presenza di una forza neutrale a Camp Liberty nessuna sicurezza è concepibile”.

Oltre a Maryam Rajavi, hanno preso la parola durante la conferenza José Luis Rodríguez Zapatero, ex Primo Ministro della Spagna; Giulio Terzi, ex ministro degli Esteri italiano;  Sid Ahmed Ghozali, ex Primo Ministro dell’Algeria; Philip Crowley, già Assistente Segretario di Stato degli Stati Uniti; la senatrice Ingrid Betancourt, già candidata presidenziale in Colombia; Alessandro Pagano, parlamentare italiano; Tahar Boumedra, già responsabile per i diritti umani della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Iraq e incaricato del caso di Camp Ashraf. La conferenza ha ricordato in modo chiaro che Stati Uniti e Nazioni Unite sono direttamente responsabili, legalmente e moralmente, per la protezione e la sicurezza di quei rifugiati che sono ‘people of concern’ (‘persone la cui protezione è rilevante per l’ONU’) e ‘persone protette’ secondo la Quarta Convenzione di Ginevra, e quindi hanno responsabilità per qualsiasi minaccia e pericolo nei loro confronti.

Dr. Jamshid Ashough

 

 

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