mercoledì, Dicembre 7, 2022
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I sindaci italiani chiedono libertà per gli ostaggi di Campo Ashraf.

Lo sciopero della fame dei dissidenti iraniani è arrivato al 47° giorno

CNRI – Un gruppo di sindaci italiani della regione Piemonte, si è unito all’appello internazionale per sollecitare il Governo U.S.A. e le Nazioni Unite ad agire per liberare i sette dissidenti iraniani residenti a Campo Ashraf, presi in ostaggio dalle forze irachene il 1° Settembre.

In una dichiarazione congiunta i sindaci hanno detto che gli U.S.A. e l’ONU, che si erano impegnati a proteggere i dissidenti iraniani in Iraq, non hanno intrapreso alcuna azione.

I sindaci hanno anche condannato l’attacco del 1° Settembre a Campo Ashraf nel quale sono stati uccisi 52 membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK).

Con un appello congiunto, i sindaci italiani hanno sollecitato le Nazioni Unite a dispiegare i Caschi Blu a Camp Liberty per proteggere i residenti da qualunque ulteriore attacco.

Nel frattempo lo sciopero della fame dei dissidenti iraniani a Camp Liberty in Iraq è arrivato al 47° giorno.

Lo sciopero della fame è iniziato il 1° Settembre a seguito dell’attacco a Campo Ashraf e i dissidenti a Camp Liberty che, in media hanno perso 10 kili, stanno avendo gravi problemi di salute come un forte calo della vista e dell’udito, scompensi digestivi ed insonnia.

Tra loro vi sono molti familiari degli ostaggi e delle vittime del massacro del 1° Settembre.

In contemporanea allo sciopero della fame che si svolge a Camp Liberty, proteste simili si stanno tenendo a Berlino, Ginevra, Ottawa e Melbourne. I dimostranti chiedono anche una inchiesta indipendente sul massacro a Campo Ashraf.

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