mercoledì, Novembre 30, 2022
HomeNotizieIran NewsConferenza internazionale a Parigi alla presenza di personalità americane ed europee

Conferenza internazionale a Parigi alla presenza di personalità americane ed europee

I partecipanti rivolgono un appello alla comunità internazionale per salvare gli ostaggi di Ashraf e proteggere Camp Liberty

Maryam Rajavi alla comunità internazionale:

Fino a quando resterete silenziosi sulle esecuzioni, sul massacro ad Ashraf e sulle atrocità dei mullah in Syria, i mullah non abbandoneranno il loro programma nucleare.

Tagliando aiuti economici e armamenti all’Iraq, USA, Europa e ONU dovrebbero spingere Maliki a rilasciare gli ostaggi e soddisfare i requisiti di sicurezza a Camp Liberty.

La responsabilità per le vite degli ostaggi e delle persone in sciopero della fame a Camp Liberty e in vari Paesi resta degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, che hanno scelto inerzia e silenzio

Sabato 19 ottobre si è tenuta a Parigi, alla presenza della signora Maryam Rajavi, Presidente-eletta della Resistenza Iraniana, e di numerose personalità americane, francesi e di altri Paesi europei, una conferenza internazionale intitolata: “Iran – Diritti umani e minaccia nucleare; Protezione per i residenti di Camp Liberty”.

Durante la conferenza, decine di personalità francesi in una dichiarazione comune hanno rivolto un appello al governo francese e alla comunità internazionale perché adottino misure urgenti per la liberazione immediata dei sette residenti di Ashraf, fra i quali sei donne, tenuti in ostaggio. La conferenza si è svolta nel 50° giorno dall’esecuzione di massa di 52 membri dell’OMPI che risiedevano a Camp Ashraf e dal rapimento dei sette. Tutti loro erano ‘persone protette’ secondo le Convenzioni di Ginevra e chiedenti asilo, titolari di protezione internazionale.

I firmatari della dichiarazione, fra i quali Bernard Kouchner, André Glucksmann e Robert Badinter, hanno anche chiesto al governo francese di farsi promotore di un’iniziativa immediata per la sicurezza dei residenti di Camp Liberty, anche attraverso la presenza permanente di osservatori dell’ONU e Caschi Blu, e di una commissione d’indagine internazionale imparziale sul massacro del 1° settembre. Essi hanno evidenziato il fatto che silenzio e inerzia di fronte a tali atrocità costituiscono un invito a ulteriori massacri.

La Presidente-eletta della Resistenza Iraniana, signora Maryam Rajavi, ha affermato: “È stata una serie di tradimenti dei propri impegni da parte di USA e ONU a preparare il terreno per il massacro del 1° settembre; un atteggiamento che continua fino ad oggi”. Riferendosi al programmato viaggio del Primo Ministro iracheno Maliki negli Stati Uniti, ha chiesto: “Perché gli USA non chiedono a Maliki l’immediato rilascio degli ostaggi? Perché desiderano accogliere un criminale assassino alla Casa Bianca?”.

La signora Rajavi ha aggiunto: “La responsabilità per le vite degli ostaggi e per le persone in sciopero della fame a Camp Liberty e in cinque città nel mondo e quella per le conseguenze umanitarie e politiche restano degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, che, contrariamente alle proprie obbligazioni giuridiche, hanno scelto silenzio e inerzia”. Ha quindi chiesto agli USA, all’Europa e all’ONU di tagliare aiuti economici e forniture di armamenti all’Iraq fino a quando il governo iracheno non avrà liberato gli ostaggi e soddisfatto i requisiti di sicurezza a Camp Liberty.

La signora Rajavi ha precisato: “Tutti i residenti di Camp Liberty sono considerati chiedenti asilo. Pertanto, USA ed Europa potrebbero accettarli rapidamente tutti, e come primo passo quelli fra loro che sono malati o feriti; è qualcosa che non hanno fatto finora, cosicché sono morti 15 residenti”.

Rivolgendosi alla comunità internazionale, Maryam Rajavi ha affermato: “Fino a quando rimarrete silenziosi sulla violazione dei diritti umani in Iran, fino a quando rimarrete silenziosi di fronte al massacro dei residenti di Ashraf e alle atrocità dei mullah in Siria, i mullah non abbandoneranno il loro programma nucleare. I mullah cercano un urgente ‘condotto respiratorio’ per fare avanzare in segreto il loro progetto di armamento nucleare. Il popolo iraniano non vuole questo programma, che è già costato all’economia iraniana almeno cento miliardi di dollari. Questo programma antipatriottico deve essere chiuso oggi”.

La signora Rajavi ha avvertito: “Qualsiasi accordo che non includa l’arresto delle centrifughe, la completa chiusura di tutti i siti nucleari e la firma da parte dei mullah del Protocollo Addizionale [sulle salvaguardie avanzate per il controllo internazionale] avrà un risultato opposto”.

Oltre a Maryam Rajavi, sono intervenuti durante la conferenza: Michèle Alliot-Marie, già ministro della Difesa, degli Affari Esteri, degli Interni e della Giustizia della Francia (2002-2011); Edward Rendell, già presidente del Democratic National Committee degli Stati Uniti (1999-2001) e governatore della Pennsylvania (2002-2011); Sid Ahmed Ghozali, ex Primo Ministro dell’Algeria, Michael Mukasey, già Attorney General degli Stati Uniti (2007-2009); Linda Chavez, ex direttore delle Relazioni pubbliche della Casa Bianca; Michael Steele, già presidente del Republican National Committee degli Stati Uniti (2009-2011); Irwin Cotler, già ministro della Giustizia e Attorney General del Canada (2003-2006); Marc Ginsberg, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Marocco; Romeo Nicoara, Maria Grecea e Ovidiu Ioan Dumitru, parlamentari romeni; Stanislav Polcak, parlamentare della Repubblica ceca; Jean -Pierre Brard, già membro dell’Assemblea Nazionale francese; e il vescovo francese progressista Jacques Gaillot.

Gli oratori hanno rivolto un appello alla comunità internazionale e specialmente agli Stati Uniti e alle Nazioni Unite affinché usino tutte le loro risorse per spingere il governo dell’Iraq a liberare gli ostaggi di Ashraf, soddisfare i requisiti di sicurezza a Camp Liberty e rendere possibile il reinsediamento dei residenti in Paesi terzi. Essi hanno affermato che la comunità internazionale non dovrebbe lasciarsi ancora una volta ingannare dai mullah assetati di sangue al potere in Iran e che il cambiamento in Iran non ha alcun significato senza la cessazione delle esecuzioni e della repressione, la liberazione dei prigionieri politici, la non-interferenza nella regione, in particolare in Siria e in Iraq, e il blocco completo dell’arricchimento dell’uranio.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran

19 ottobre 2013

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,397FollowersFollow