
CNRI – Dehghan, ministro della difesa di Hassan Rouhani, ha ammesso che l’era della presidenza Rouhani “è stata, quantitativamente e qualitativamente, il periodo più glorioso per lo sviluppo dei programmi missilistici e della difesa”’. Ed ha aggiunto che da quando Rouhani ha assunto la sua carica e fino alla sua scadenza, a Marzo 2017, “sono stati concessi finanziamenti alla difesa, pari a due volte e mezzo in più rispetto al precedente governo”, e “arriveranno a quattro volte di più rispetto al precedente governo, nel nuovo anno iraniano 1396” (agenzia di stampa ufficiale IRNA – 5 Maggio 2017).
Queste dichiarazioni dimostrano ancora una volta che non ci sono differenze tra le varie fazioni del regime dei mullah, quando si tratta delle principali politiche che riguardano la repressione interna, l’esportazione del terrorismo e il controllo sui paesi della regione. La lotta interna al regime è incentrata sulla divisione del potere e i tentativi di ottenere fette sempre più grosse delle ricchezze saccheggiate al popolo iraniano.
Il 18 Aprile 2017 Rouhani ha detto che durante il suo mandato “la capacità del budget della difesa ha registrato un aumento del 145%, rispetto all’inizio del suo governo e … in termini di equipaggiamento e di capacità strategica delle forze armate, il governo ha fatto progressi pari a 10 anni in un periodo di tre anni e mezzo”. Non c’è bisogno di dire che la reale percentuale di crescita negli apparati militari e repressivi è molto più alto di questo. I pagamenti speciali di Khamenei all’IRGC, ad Astan Quds Razavi e ad altri organi legati al leader supremo, che non vengono calcolati nel budget ufficiale, arrivano a più di dieci miliardi di dollari, dato che la maggior parte delle spese del regime in Siria non è stata presa in considerazione nel budget.
Questa enorme crescita si verifica in un momento in cui più della metà della popolazione sta vivendo al di sotto della soglia di povertà e, come ha ammesso anche il vice-ministro della salute, “il 30% della popolazione ha fame e non ha nulla da mangiare (media ufficiali – 20 Agosto 2016). L’economia del paese sta affrontando una recessione paralizzante e, secondo la Banca Centrale del regime, il tasso di crescita della produzione nazionale, esclusi i ricavi del petrolio, è stato inferiore allo 0,9%, nei primi mesi dell’anno persiano 1395.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
7 Maggio 2017
