giovedì, Gennaio 26, 2023
HomeNotizieResistenza IranianaIl messaggio di un illustre prigioniero politico in Iran

Il messaggio di un illustre prigioniero politico in Iran

CNRI – Il prigioniero politico Arzhang Davoudi, detenuto in esilio nel carcere di Zabol, in un messaggio del 20 Gennaio, data della liberazione dell’ultimo gruppo di prigionieri politici dalle carceri dello Scià nel 1979 in Iran, ha scritto:

Cari Compatrioti,

Questa settimana mi ricorda tre eventi della storia del nostro paese:

Primo, la data persiana del 26° di Dey 1357 (16 Gennaio 1979) è l’anniversario del giorno in cui, dopo le rivolte del popolo rivoluzionario dell’Iran, il tiranno Mohammad Reza Scià fuggì dal paese con le lacrime agli occhi.

Secondo, il 26° di Dey di quest’anno è anche il giorno in cui il terribile Rafsanjani, che era noto come il tifo della rivoluzione del 1979, è morto. Il comportamento traditore di questo criminale è stato più efficace di quello di chiunque altro, nel regime corrotto del leader supremo, a traviare la rivoluzione e far fallire la sua nobile aspirazione.

Ma il terzo evento è legato ad un uomo coraggioso che combatté a rischio della vita contro l’oppressione dello Scià (il regime monarchico) e quando, a causa della marea delle masse che ruggivano contro il regime, lo Scià fu costretto, con una ritirata non voluta, a rilasciare i prigionieri politici e nonostante le pressioni e le preghiere del servizio di intelligence dello Scià, la SAVAK e dei funzionari delle carceri, quell’uomo coraggioso non accettò di lasciare il carcere e con una forza e una solidità memorabili disse che non avrebbe lasciato il carcere fino a che anche un solo prigioniero politico fosse rimasto nelle carceri di tutto il paese.

Ed ecco come quest’uomo, Massoud Rajavi, o come lo chiamano i Mojahedin-e Khalq (PMOI/MEK) sinceramente e di tutto cuore, Fratello Massoud, lasciò il carcere il 30 Dey 1357 (20 Gennaio 1979) insieme all’ultimo gruppo di prigionieri politici e di attivisti e come fu accolto calorosamente dal popolo in rivolta.

Compatrioti,

sfuggire al crudele Scià e alla morte del malvagio e oppressivo Rafsanjani è doloroso per me, perché ognuno di loro è riuscito ad evitare il processo pubblico e il chiaro disprezzo dell’opinione pubblica e, alla fine nella storia resta ancora più ambiguità sulla lotta politica e sulle contro-campagne in Iran.

Ma ogni volta che ricordo il “Terzo evento”, l’orgoglio nella mia lotta diventa più grande. E persino ora che mi trovo nel carcere di Zabol in esilio, sono fiero di Massoud e di tutti gli altri che amano la libertà per l’Iran e gli iraniani. E come sempre la loro memoria e il loro cammino rendono la mia determinazione a combattere l’oppressione dei banditi di Khamenei & Co. ancora maggiore.

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,634FollowersFollow
40,872FollowersFollow