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Il messaggio di Maryam Rajavi alla manifestazione degli iraniani in Germania – 3 SETTEMBRE 2016

Espandere il movimento per ottenere giustizia per le vittime del massacro del 1988

Oggi il popolo dell’Iran ha colpito il regime al potere con una marea di proteste e di disprezzo, con un movimento incessante per ottenere giustizia.

Cari amici e sostenitori della Resistenza Iraniana,

Illustri politici tedeschi che difendete la libertà e la democrazia per l’Iran,

Vi saluto tutti per la vostra partecipazione a questa manifestazione per difendere i diritti umani “massacrati” in Iran. 

Rendo omaggio a quelle 30.000 rose rosse che restarono immobili e non si arresero a Khomeini e ai suoi boia, che sacrificarono la loro vita e rimasero fedeli alla loro causa: libertà per il popolo dell’Iran. Oggi dopo 28 anni il loro sangue puro sta scuotendo i pilastri del potere oppressivo dei mullah.

Khomeini e Khamenei volevano annientare la generazione dei Mojahedin del Popolo, ma come ha detto una volta Massoud Rajavi: “La nostra patria, la nostra storia, la nostra cultura e la nostra società hanno sempre nutrito i Mojahedin e ci hanno dato la possibilità di far crescere pionieri e ispiratori tra i figli dell’Iran”.

Ed ecco come questa generazione ha perseverato, è sbocciata ed è cresciuta per diventare il più grande patrimonio per la libertà del popolo dell’Iran.

Oggi il popolo dell’Iran ha colpito il regime al potere con una marea di proteste e di disprezzo, con un movimento incessante per ottenere giustizia. Al contrario i mullah al potere in Iran hanno messo da parte ogni negazione del massacro, difendendolo ufficialmente. Ma essi non sono in grado di difendere legalmente o politicamente un massacro talmente orrendo, né possono giustificarlo dal punto di vista religioso. Così possono solo ricorrere a questa vergognosa giustificazione, e cioè che se non avessero ucciso i Mojahedin avrebbero perso il loro governo e il loro potere.

Di conseguenza nel suo comunicato, l’Assemblea degli Esperti ha ricordato la lettera di Khomeini a Montazeri nella quale disse: “Dopo di me (Khomeini), tu (Montazeri) consegnerai il paese ai liberali e, per loro tramite ai Mojahedin”.

Ora noi gli diciamo: “Voi avete ucciso e torturato così tante persone per mantenere la presa sul potere, ma voi perderete questo potere e il popolo dell’Iran costruirà la sovranità del popolo iraniano sulle rovine del regime del velayat-e faqih.

I mullah non osano neanche rendere pubblica la fatwa di Khomeini per questo crimine orrendo sui loro media, perché questo editto non è altro che un ordine a commettere un crimine contro l’umanità che viola persino la loro giurisprudenza fondamentalista.

Io ho già sfidato il regime e ripeto di nuovo che se loro dicono il vero, devono trasmettere il testo dell’editto sulle loro televisioni ufficiali, ma non osano farlo. Al contrario Khamenei difende “la benedetta e radiosa immagine dell’imam” e Rafsanjani loda “il ruolo e la figura unica dell’imam nella storia contemporanea”. E il ministro della giustizia di Rouhani si vanta di essere “fiero di aver eseguito il giudizio di Dio sugli ipocriti”.

Viva i Mojahedin del Popolo e il popolo dell’Iran che è rimasto fermo ed ha costretto i mullah a confessare il loro orgoglio nel commettere un tale massacro. In questa confessione vergognosa il popolo dell’Iran vede l’inizio della fine del regime del velayat-e faqih che verrà certamente realizzata.

Ventotto anni fa, quando i mullah ricorsero a questo massacro, i governi occidentali scelsero di rimanere in silenzio. Così la macchina della morte dei mullah ha oltrepassato i confini iraniani ed ha colpito gli oppositori politici all’estero e ora ha fatto sprofondare il Medio Oriente, ed in particolare la Siria, nel sangue.

In realtà c’è una relazione diretta tra le terribili esecuzioni in Iran e l’esportazione della guerra e del terrorismo dei mullah in Medio Oriente e negli altri paesi. Fino a che non si fermerà in Iran questa macchina della morte, fino a che i membri del PMOI ad Ashraf e Camp Liberty verranno colpiti dai missili e massacrati e fino a che i prigionieri verranno giustiziati in massa, come i 25 prigionieri politici sunniti impiccati il mese scorso, anche l’esportazione dell’instabilità, dell’insicurezza e della guerra del regime iraniano continueranno.

A nome del popolo iraniano e della Resistenza, io esorto i governi occidentali a smettere di ignorare le violazioni dei diritti umani in Iran. Potrebbe sembrare conveniente per i governi e le aziende occidentali concludere accordi economici con il regime iraniano rappresentato dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, ma nelle fasi successive, essi dovranno spendere gli stessi guadagni per contenere l’insicurezza e il terrorismo che proviene da questo regime.

Io chiedo quindi ai governi occidentali, ed in particolare al Governo della Germania, di appoggiare la richiesta del popolo iraniano per l’incriminazione di Khamenei e degli altri leaders del regime colpevoli del massacro dei prigionieri politici e di crimini contro l’umanità.

Ci aspettiamo che il Governo della Germania condizioni le sue relazioni con Teheran alla fine delle esecuzioni e che rispetti la richiesta del popolo iraniano per un cambio di regime.

Ed in conclusione vorrei rivolgermi ai miei cari compatrioti, all’onorevole popolo dell’Iran, ai membri del PMOI e ai loro sostenitori in tutto il mondo.

Espandete il movimento per ottenere giustizia per le vittime del massacro del 1988. Siate decisi ed insistete su questa richiesta talmente tanto da costringere il regime a bere l’amaro calice dei diritti umani. Questa campagna rientra nella lotta per il rovesciamento del sanguinario regime dei mullah e proseguirà fino alla caduta definitiva del regime.

Vi sono grata per i vostri sforzi e per le sofferenze che patirete in questo movimento e i vi 

 

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