mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Il leader supremo del regime iraniano definito “Il nuovo Hitler”

a cura dello staff del CNRI

CNRI – Il leader supremo dell’Iran Ali Khamenei è “il nuovo Hitler del Medio Oriente”, ha detto il principe ereditario Muhammad bin Salman dell’Arabia Saudita in un’intervista al New York Times.

Parlando dell’accondiscendenza all’epoca di Hitler, ha detto che l’Europa deve stare attenta a non far sì che una cosa simile avvenga con l’Iran. Ha detto anche che è chiaro che l’accondiscendenza non ha funzionato con Hitler e c’è il rischio che mostrarsi accondiscendenti con l’Iran potrebbe portare ad un risultato molto simile.

Anche se potrebbe apparire piuttosto drastico paragonare le due situazioni, i fatti devono essere esaminati nei più piccoli dettagli. Sin dalla rivoluzione iraniana del 1979, l’ideologia del regime viene utilizzata per proseguire legittimamente la rivoluzione. L’ideologia del velayat-e faqih, tradotto come “la Custodia del Giurista Islamico”, è il modo in cui il regime giustifica l’incitamento al terrorismo in tutto il Medio Oriente.

Ali Khamenei è il leader supremo del regime iraniano e ciò lo rende l’autorità ultima.

La costituzione dell’Iran afferma che il leader supremo è nella posizione di governare la “nazione sciita” e per questo tutti gli sciiti devono esprimere a lui la loro massima lealtà.

Ciò ha portato ad un riconoscimento a livello costituzionale del settarismo e alla creazione di cellule di intelligence, di organizzazioni fedeli al Giurista Custode, di milizie e gruppi armati. Proprio ora ci sono tantissime milizie sciite sparse in tutto il Medio Oriente. Tra queste gli Houthi nello Yemen, gli Hezbollah libanesi, cellule dormienti negli stati del Golfo e le Forze di Mobilitazione Popolare in Iraq, solo per citarne alcune. 

E’ impossibile negare che ci siano grandissime similitudini tra l’ideologia totalitaria del regime iraniano e il governo nazista in Germania. Questi regime totalitari non hanno nessun rispetto per le convenzioni internazionali.

Il Medio Oriente è in uno stato di caos e l’unico modo per cominciare a riportare l’ordine è porre fine al potere totalitario dell’Iran.

Molti leaders europei sono riluttanti a contrastare l’Iran perché sono preoccupati che ciò possa minacciare l’accordo sul nucleare iraniano del 2015. Tuttavia questo accordo possiede molti difetti e non merita di essere protetto. A malapena protegge il mondo così com’è, quindi ignorare tutte le attività belliche dell’Iran non sta facendo altro che rendere questa minaccia ancor più pericolosa.

L’Iran agisce nel più totale disprezzo dei diritti umani e sono milioni le vittime della sua brutalità, non solo in Iran, ma in tutta la regione e più oltre.

Il presidente americano Trump ha avvertito i leaders europei che se non correggeranno questi gravi difetti dell’accordo sul nucleare, lui lo strapperà. Ha chiarito molto bene che questa è la loro ultima occasione per salvare l’accordo. Ha elencato alcune questioni che riguardano l’accordo, come le “sunset provisions”, che essenzialmente danno all’accordo una data di scadenza.

Un’altra questione da affrontare è quella dell’accesso per le ispezioni. Agli ispettori nucleari non viene dato accesso immediato e incondizionato a siti sospetti, dando all’Iran il tempo per cancellare le prove e per nascondere le attività illecite.

 

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