domenica, Gennaio 29, 2023
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Il governo iracheno dovrebbe prestare attenzione a quello che accade nelle strade iraniane

Il discorso dell'On. Alejo Vidal-Quadras, vice presidente del parlamento europeo, l'11 novembre 2009

ImageSiamo molto contenti che la Presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, nostra buona amica, la sig.ra Maryam Rajavi sia qui oggi come nostra principale portavoce e nostro speciale e illustre ospite.

Molti di noi in questa Sede condividono e sostengono la sua visione e la piattaforma politica che lei rappresenta per un futuro Iran democratico. Vorrei porgere le mie congratulazioni ai membri del PMOI di Ashraf e a tutti quelli sparsi nel mondo che hanno preso parte alla campagna di 72 giorni che ha portato con successo al rilascio dei 36 residenti di Ashraf. Questi 36 residenti erano stati presi in ostaggio illegalmente dalle forze di sicurezza irachene durante un brutale raid alla fine di luglio.

Nel mio viaggio a Camp Ashraf nell’ottobre dell’anno scorso, ho potuto vedere il PMOI e Ashraf. Prima di lasciare l’Iraq, ho detto che Ashraf è il riferimento morale per la democrazia, non solo per l’Iran, ma l’intera regione e per il mondo in generale. Oggi, vorrei aggiungere e sottolineare che Ashraf è un simbolo di coraggio e di forza morale e che i residenti meritano tutta la nostra ammirazione.

Per appese il regime iraniano, i nostri governi hanno messo il PMOI  sulla list nera europea per molti anni, rendendo al PMOI la vita molto difficile. Ciò nonostante il PMOI non ha perso la speranza. Essi hanno continuato a lottare pacificamente e democraticamente, raggiungendo il supporto di 2000 parlamentari europei, fino ad essere cancellati dalla black list a gennaio.

La loro sincerità e la giustizia della loro causa, ed anche la loro volontà e determinazione hanno fatto sì che ci schierassimo dalla loro parte. Oggi, il regime iraniano, attraverso alcune persone del governo iracheno sta cercando di spostamento forzato dei residenti di Ashraf in sud dell'Iraq, dove saranno estremamente vulnerabili di fronte alle minacce del regime iraniano.

Come amico di un Iraq democratico ed indipendente, vorrei ricordare al governo iracheno di non commettere di nuovo gli errori e il bagno di sangue che si sono verificati alla fine di luglio. Il mondo non tollererà crimini contro i residenti indifesi e non armati di Ashraf.

Il governo iracheno ha istituito una commissione perché deal indaghi sui fatti di Ashraf. Sembra però che questa commissione non stia operando in maniera indipendente, ma piuttosto sotto l’influenza di alcune forze esterne che originano da Tehran. Se il governo iracheno vuol fare buona impressione in Europa e in questa Sede, dovrebbe abrogare questa commissione e trattare i residenti di Ashraf secondo il diritto umanitario internazionale. Il governo iracheno dovrebbe soprattutto implementare la risoluzione del Parlamento europeo del 24 aprile 2009. L’Iraq dovrebbe abbandonare l’idea del trasferimento forzato dei residenti di Ashraf all’interno dell’Iraq e terminare immediatamente il blocco del campo, e riconoscere contemporaneamente i diritti dei residenti secondo la IV Convenzione di Ginevra.

Il governo iracheno dovrebbe guardare quello che succede nelle strade di Tehran e di altre città dell’Iran e comprendere che il regime totalitarista iraniano non ha futuro .

Credo che rivolta nazionale in Iran, giunto alla sua 6 mesi, non potrà mai essere soffocata. Queste rivolte hanno dimostrato di avere radici profonde all’interno della società iraniana. Nelle recenti manifestazioni del 4 novembre 2009, la gente gridava apertamente “Abbasso il dittatore”, “Abbasso Khamenei”. Il popolo iraniano non rischierebbe  le proprie vite nelle strade in supporto di questa o di quella fazione all’interno dell’attuale regime. Esso vuole rovesciare senza riserve il regime e rimpiazzarlo con una repubblica secolare e democratica.

Voglio usare quest’opportunità per congratularmi con la decisione presa dallo storico leader della Resistenza iraniana, Massoud Rajavi, su queste rivolte che ha attivamente incoraggiato gli ayatollah a prendere le distanza della regole del cosiddetto Leader Supremo. Molti clerici importanti ora hanno rigettato Khamenei e si stanno unendo alle sommosse. Questo è molto incoraggiante per tutti noi.

Voglio concludere esprimendo la mia fiducia nella vittoria finale della libertà in Iran. Io credo in questa vittoria, perché la storia ha provato, visto che abbiamo celebrato il 20° anniversario della caduta del Muro di Berlino, che i regimi totalitaristi collassato perché sono contrari alla vera natura dell’essere umano.

Il regime teocratico degli ayatollah va contro ogni cosa che la stragrande maggioranza del popolo iraniano desidera. Gli iraniani vogliono vivere in un Paese in cui possano esprimere la propria opinione senza paura, in cui i dissidenti non siano perseguitati e torturati, in cui le donne non siano umiliate ma trattare nello stesso modo degli uomini, in cui i legislatori debbano rispondere al popolo, dove il benessere prodotto dalle risorse naturali della terra iraniana sia usata per il benessere del popolo e non per finanziare il terrorismo o un pazzo programma militare nucleare, in cui tutte le religioni siano tollerate e rispettate ed in cui le elezioni siano pulite e affidabili.

Signora Presidente Lei avrà i membri di questo Parlamento sempre al Suo fianco, lottando con voi, soffrendo con voi, sperando con voi, e persistendo con voi, fino alla completa liberazione del popolo iraniano. Grazie, signora Presidente, per la Sua dedizione e il Suo impegno per la causa della libertà nel Suo Paese.

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