Struan Stevenson
Presidente della Delegazione per le relazioni con l’Iraq
parlamento europeo, 11 novembre 2009 – Le persone dell’Iran sono ben consapevoli del rischio che corrono le loro vite nel momento in cui scendono in strada a protestare e a reclamare i loro diritti fondamentali. Le loro richieste non sono per l’elezione di Moussavi, questione che è presto scomparsa. Essi stanno domandando la libertà. Stanno domandando la democrazia. Stanno domandando i diritti umani. Stanno domandando rispetto per i diritti delle donne. Essi domandano tutto quello che la Signora Rajavi, il Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran e il PMOI hanno sostenuto, per decenni.
Qui nel Parlamento europeo, siamo orgogliosi di essere nel cuore della democrazia in Europa. Siamo orgogliosi di noi stessi perché sosteniamo queste libertà, libertà e diritti umani, diritti delle donne, la fine della pena di morte ed il bando delle armi nucleari. Siamo orgogliosi di noi stessi per aver spinto tale agenda.
Ove giornalmente vediamo la corsa del regime iraniano per procurarsi testate nucleari, lo vediamo solo come risultato dell’intelligence del PMOI. E’ stato il PMOI ha portare all’attenzione del mondo il programma militare nucleare clandestino dell’Iran. Le intelligence occidentali hanno fallito e i membri del PMOI rischiano ancora le loro vite per darci gli aggiornamenti. Comunque, al posto di sposare la causa dell’opposizione, noi l’abbiamo messi nella lista dei terroristi europea.
Comunque con il supporto massivo delle forze del bene al nostra fianco abbiamo prevalso e abbiamo raggiunto una forma di giustizia in Europa con la cancellazione dalla Black List, ma dobbiamo ancora far sì che il PMOI venga cancellato dalla lista dei terroristi americana.
Mentre il popolo iraniano, i giovani scendono in strada e dimostrano di non aver paura, i nostri governi tremano di paura quando deal con il regime dei mullah. Essi temono di perdere i loro contratti lucrativi. Essi temono di perdere interessi commerciali ed essi temono di …
Noi seguiamo la via della conciliazione, una strada che abbiamo già percorso altre volte. Abbiamo percorso quella strada negli anni ’30 quando abbiamo affrontato un simile regime brutale nella Germania di Hitler.
L’attacco a Camp Ashraf di luglio ha impiegato veicoli blindati contro innocenti civili non armati, che sono stati gettati a terra mentre altri venivano uccisi. Questo è avvenuto dopo mesi di avvertimenti da parte di questo Parlamento e dei sostenitori del PMOI.
Ad ogni modo, la Commissione Europea si è mossa? No. Javier Solana si è mosso? Ferrero Walden si è mossa? Le Nazioni Unite sono intervenute? No. Siamo stati ignorati. Undici persone hanno perso la loro vita! 500 persone sono state ferite e 36 sono state prese in ostaggio illegalmente in sfida al sistema di giustizia iracheno.
La minaccia ora è la chiusura di Camp Ashraf e le 3400 persone che vivono lì vengano forzatamente disperse in un’area deserta nel Sud dell’Iraq. Se questo accadesse sarà un massacro. Se 11 persone sono state uccise quando le autorità irachene sono entrate a forza in Camp Ashraf contro la popolazione civile rifugiata, ci sarà un massacro se tutte le 3400 persone saranno forzatamente spostate e noi avremo la responsabilità del sangue sulle nostre mani. E’ questo che vuole l’Europa? Perché la commissione non si muoverà? Perché la Croce Rossa non ha gridato ai quattro venti che queste persone devono essere protette? Quale danno hanno commesso? I residenti di Camp Ashraf hanno vissuto lì per 23 anni. Essi non sono armati e non rappresentano una minaccia per nessuno.
Sicuramente, collettivamente, tutte le nostre voci saranno udite e tutte le nostre voci faranno la differenza. Signora Rajavi Lei ha la nostra promessa di supporto come ha sempre avuto.
