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Il governo di Hassan Rowhani è formato da elementi legati alla guerra, alla repressione e al terrorismo

Pour-Mohammadi, Ministro della Giustizia, è uno degli alti funzionari responsabili dell’eccidio di 30.000 prigionieri politici nel 1988

CNRI – I membri del governo di Hassan Rouhani, presentati oggi al Majlis (parlamento) del regime, sono tutti alti funzionari del regime stesso che negli ultimi tre decenni sono stati ampiamente coinvolti in guerre, repressioni, esportazione del terrorismo e del fondamentalismo. In pratica il suo governo non comprende nessuno che non sia stato un funzionario del regime dei mullah negli ultimi 34 anni.  Come ha specificato Maryam Rajavi proprio il giorno dopo le elezioni, nessun cambiamento si può immaginare senza libertà per i prigionieri politici, libertà di parola, libertà di associazione politica, cessazione dell’aggressiva ingerenza in Siria e in Iraq e interruzione del progetto per la bomba atomica.

Cinquanta giorni dopo le elezioni Rouhani ha ben dimostrato, in varie occasioni, che non vuole né può portare alcun cambiamento riguardo alle suddette questioni. Rouhani ha detto oggi al primo ministro siriano, arrivato a Tehran per partecipare alla sua cerimonia di insediamento, che il regime dei mullah non cesserà di appoggiare il governo siriano nellaa lotta contro l’attuale crisi (cioè il popolo siriano).

Questo è il passato di alcuni dei ministri nominati:

-Mullah Pour-Mohammadi, nominato Ministro della Giustizia, è uno dei più brutali funzionari del regime. E’ stato vice-ministro dell’intelligence per molti anni e, per questa sua carica, era un importante membro dei tre della Commissione della Morte che hanno ricoperto il ruolo più importante nell’eccidio di 30.000 prigionieri politici nel 1988. Nel 1980, dopo l’inizio della guerra con l’Iraq, Khomeini lo nominò “procuratore della rivoluzione” in Khuzistan, Hormozgan and Khorassan per reprimere le proteste degli insegnanti e gli studenti di Bandar-Abbas che andavano avanti da più di un anno. L’orribile massacro di 100 studenti tra i 16 e i 18 anni, e l’espulsione degli insegnanti di Bandar-Abbas, sono alcuni suoi atti di quei giorni che sono anche stati resi pubblici. In seguito, ha continuato nel suo ruolo di procuratore della rivoluzione o militare in varie province, con l’incarico di reprimere il popolo (dal 1979 al 1986). E’ stato anche vice e facente funzioni del ministro dell’intelligence (dal 1987 al 1999).

Come vice-ministro dell’intelligence e capo dell’intelligence estero nel periodo dal 1990 al 1999, ha avuto un ruolo particolare negli attentati all’estero. In quegli anni Pour-Mohammadi era  il principale ideatore degli attentati portati a termine sotto la supervisione di Saeed Emami.

Pour-Mohammadi è stato anche coinvolto negli “omicidi a catena”. Non ha mostrato pietà nemmeno verso i suoi parenti, infatti è stato coinvolto nel brutale omicidio, con il corpo dato alle fiamme, del cugino di sua moglie Ashraf al-Sadat Borghai (Marzo 1996).

Uomo di fiducia di Khamenei e suo stretto collaboratore nell’ambito della sua cerchia, Pour-Mohammadi è stato nominato consigliere capo dello staff e manager del gruppo “politico-sociale”. E’ stato inoltre uno dei direttori dell’ufficio speciale di Khamenei per l’intelligence e la sicurezza.

La sezione intelligence e sicurezza nell’ufficio di Khamenei, è nota con il codice 101. Comprende 19 direttorati e il numero personale di Mostafa Pour-Mohammadi in questa organizzazione è il 1223.

Durante la direzione di Fallahian del  ministero dell’intelligence, le misure per contrastare il canale televisivo Simaye Moghavemat (appartenente alla Resistenza Iraniana) e la trasmissione di segnali di disturbo verso questo canale, erano direttamente sotto la supervisione di Mostafa Pour-Mohammadi.

– Ali Rabi’i, Ministro del Lavoro e degli Affari Sociali: quando Khomeini salì al potere, si unì alle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) e sin dall’inizio divenne uno dei comandanti dell’unità di intelligence. E’ stato il primo direttore generale dell’intelligence dell’IRGC nella provincia dell’Azerbaijan occidentale. In seguito è divenuto direttore generale dell’unità operativa del ministero dell’intelligence (MOIS) incaricato del dipartimento parlamentare-legale del MOIS.

In seguito, durante la presidenza di Khatami, Ali Rabi’i è stato nominato direttore esecutivo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale ed ha seguito le questioni di intelligence e sicurezza insieme ad Hassan Rouhani. Insegnante di guerra psicologica alla scuola del MOIS nota come “Imam Bagher University”, è stato molto attivo nell’attuazione di misure anti-sindacali.

– Mullah Seyed Mahmoud Alavi, Ministro dell’Intelligence: Nel primo Majlis (parlamento) del regime era stato direttamente incaricato di codificare il regolamento del MOIS. E’ attuale membro della cosiddetta “Assemblea degli Esperti” del regime ed è stato membro del primo, del secondo, quarto e quinto Majlis. Dal 1989 al 1991 è stato incaricato del Dipartimento per la Supervisione ed Ispezione e del Dipartimento per le Pubbliche Relazioni e la Propaganda all’interno dell’organo repressivo e di spionaggio noto come “Fede-Politica” del Ministero della Difesa e del Supporto alle Forze Armate. Dal 2000 al 2009 è stato capo dell’organizzazione armata “Fede-Politica” ricoprendo un ruolo importante nella repressione del personale militare vicino al popolo.

– Hamid Chitchian, Ministro dell’Energia: Comandante del Dipartimento Intelligence dell’IRGC di Tabriz ed altre città della provincia dell’Azerbaijan nei primi anni del regime dei mullah. Con la fondazione del MOIS nel 1984 Chitchian è stato ufficialmente assunto da questo ministero e poi promosso continuando a rendere i suoi servigi negli organi repressivi del regime.

– Abbas Akhoundi, Ministro per gli Alloggi: E’ stato uno dei primi membri del Consiglio Centrale della Jihad  per la Ricostruzione, responsabile di aver fornito la logistica per la guerra Iran-Iraq sperperando miliardi di dollari della ricchezza del popolo iraniano per alimentare i fuochi di 8 anni di guerra del regime con l’Iraq.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

4 Agosto 2013