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Il Consiglio dell’Unione Montana Valle Susa: Approvazione appello libertà e democrazia per l’Iran

Verbale di deliberazione del Consiglio dell’Unione n. 15/2018

Visto il seguente APPELLO, con titolo “Libertà e democrazia per l’Iran”

Il 03/05/2018, in Bussoleno, via Trattenero 15, presso la Sala Riunioni di Villa Ferro, individuate dall’art. 2 dello Statuto come sede provvisoria dell’Unione Montana, si riunisce il Consiglio dell’Unione Montana Valle Susa. La convocazione è stata disposta per le ore 21:00 di oggi.

Da circa quattro decenni la dittatura teocratica in Iran opprime il popolo iraniano e per questo è stato più volte condannato dall’ONU e varie organizzazioni per la difesa dei diritti umani.
In questi anni gli Iraniani hanno subito una devastante forma di repressione ed oppressione ed una perpetua violazione dei diritti umani: pubbliche impiccagioni in piazza, esecuzioni sommarie, torture ed abusi sessuali a danno dei prigionieri politici, lapidazioni, amputazione degli arti inferiori, arresti arbitrari e negazione delle libertà fondamentali dei cittadini.
Oltre 120.000 persone, tra i dissidenti e gli attivisti per la democrazia e i Diritti umani, sono state
impiccate e in alcuni casi i loro famigliari sono stati oggetto di arresti arbitrari, atroci torture e
impiccagioni. nell’estate del 1988 il regime iraniano ha giustiziato sommariamente e in modoextra-giudiziale più di 30.000 prigionieri politici, maggior parte membri e sostenitori del movimento di opposizione (Mojahedin del popolo iraniano), detenuti nelle carceri di tutto il paese, sulla base di un decreto religioso (fatwa) dell’allora leader supremo del regime Ruhollah Khomeini;
Amnesty International ha menzionato tale eccidio “crimine contro l’umanità” di cui i responsabili debbano essere messi di fronte alla giustizia.
Secondo la relazione delle Nazioni Unite l’Iran è al primo posto per il numero di impiccagioni relative alla sua popolazione.
Nonostante l’ampia e perpetua repressione imposto dal regime, milioni di iraniani sono scesi in piazza tra Dicembre e Gennaio scorso in oltre 140 città, per protestare contro la dittatura chiedendo la libertà e democrazia. Il regime teocratico ha subito messo in moto l’apparato repressivo per schiacciare la rivolta popolare. Il bilancio è drammatico: centinaia di morti e migliaia di arresti e di feriti. Fra le persone arrestate molte sono state sottoposte a feroci forme di tortura e violenza sessuale, e recentemente alcune di loro sono state impiccate e tanti altri sono in attesa dell’ impiccagione. Il popolo iraniano ha dimostrato al mondo intero, di essere pronto insieme alla sua resistenza organizzata a pagare con la vita pur di ottenere un cambiamento democratico del regime dittatoriale e la nascita di un governo laico e secolarizzato.
Noi esprimiamo la nostra solidarietà alla rivolta del popolo iraniano per la libertà e democrazia, il nostro sostegno a Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (C.N.R.I) per un cambio democratico in Iran.
Chiediamo che la comunità internazionale basi il suo rapporto con il regime iraniano sul rispetto dei diritti umani e che chieda a gran voce il rilascio dei prigionieri politici.
Esprimiamo inoltre, la nostra solidarietà al più grande raduno annuale degli iraniani a Parigi, il 30 giugno 2018, per sostenere la rivolta e le richieste del popolo iraniano per un Iran libero e democratico.
Sosteniamo altresì il piattaforma in 10 articoli della signora Maryam Rajavi, presidente eletta del CNRI, per un Iran repubblicano e democratico in base alla separazione tra religione e lo stato, uguaglianza tra i diversi sessi, etnie e religioni, niente armi nucleari e armi di distruzione di massa, abolizione della pena di morte, pacifica convivenza con i paesi confinanti, rispetto alle leggi e convenzioni internazionali per la garanzia della democrazia, sviluppo e progresso dell’Iran.
È giunta l’ora che la comunità internazionale si metta dalla parte giusta della Storia. “

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