sabato, Dicembre 10, 2022
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Il capo della magistratura del regime iraniano supporta il pestaggio di una giovane signora da parte delle forze di sicurezza

Staff del CNRI

CNRI – Intanto che il pestaggio di una ragazza da parte della cosiddetta polizia morale del regime iraniano ha suscitato l’oltraggio della gente, il capo della magistratura del regime ha dichiarato che “la polizia non deve indietreggiare neanche di un passo”.

Secondo l’agenzia di stampa statale IRNA, Martedì 23 Aprile, Sade Larijani, capo della magistratura, avrebbe affermato: “Non dobbiamo permettere a nessun individuo di opporre resistenza alle azioni legali delle forze dell’ordine o di insultare un agente.”

“Le forze di sicurezza non devono indietreggiare neanche di un singolo passo… perché altrimenti si scatenerebbe l’inferno, e la strada per l’autorità e l’azione delle forze dell’ordine per proteggere il paese verrebbe chiusa”, avrebbe enfatizzato Larijani.

Avrebbe aggiunto: “Se certe persone affrontassero le forze di polizia cercando cosi di polarizzare la comunità al fine di trasformare un dibattito culturale in una discussione politica o sociale, questo non sarebbe in alcun modo accettabile”.

La pubblicazione del video in cui una giovane ragazza viene picchiata dagli agenti della “polizia morale” ha suscitato l’ira della popolazione ed una massiccia ondata di proteste.

A tal proposito, Venerdì, Ahmed Alam-ol Hoda, il capo della preghiera del venerdì di Mashhad, ha cavillato riguardo alle persone che avevano protestato contro il pestaggio della ragazza affermando in modo ridicolo che “Ministro ed avvocato (un’allusione agli estranei non collegati alla ragazza né alla questione) escono per le strade protestando perché una ragazza mal-velata è stata insultata.”

L’agenzia di stampa Fars, affiliata con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione, e il quotidiano statale Kayhan hanno definito questo caso irrazionale descrivendolo anche come “pianificato” e “fittizio”.

“Nessuno dovrebbe mettere in discussione la presenze delle forze iraniane in Siria ed in Iraq!”

Nel frattempo, Lunedì, il capo della magistratura ha anche dichiarato che: “Quando il sistema decide che per preservare l’autorità del paese…i nostri consiglieri (militari) dovrebbero continuare ad essere presenti in Siria ed in Iraq, nessun altro dovrebbe mettere in discussione questa politica ma dovrebbero tutti simpatizzare per essa al fine di difenderla e supportarla”.

Il coinvolgimento dell’Iran in Siria ed il supporto a Bashar al-Assad hanno portato a vaste proteste in Iran, che si sono aggiunte alle condanne internazionali.

Nelle proteste dello scorso Gennaio e nelle rivolte, in più di 100 città iraniane, i manifestati hanno intonato lo slogan “Lasciate stare la Siria, pensate a noi”; nelle scorse settimane, ad Isfahan, anche gli agricoltori, durante le proteste contro la carenza d’acqua nella provincia, hanno intonato questo slogan.

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