giovedì, Gennaio 26, 2023
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Maryam Rajavi: i nemici dell’Iran e di tutti gli iraniani sono i mullah al potere

Le rivolte simultanee in diverse province sono un chiaro segno della determinazione del popolo iraniano ad ottenere la libertà

In occasione delle recenti proteste su scala nazionale che hanno avuti luogo in diverse province, la Sig.ra Maryam Rajavi, il presidente eletto del Consiglio Nazionale delle Resistenza Iraniana, ha inviato il seguente messaggio:

Compatrioti, coraggiosi giovani manifestanti,

nelle ultime due settimane, simultanei scioperi e proteste in diverse città delle province del Kurdistan, di Kermanshah, dell’Azerbaijan dell’Ovest e il sollevamento per il settimo giorno consecutivo a Kazerun, cosi come la bimestrale protesta degli agricoltori ad Isfahan e la protesta dei nostri compatrioti arabi ad Ahwaz ed in altre città del Khuzistan hanno mostrato ancora un volta che la società iraniana è pronta ad espandere le proteste per rovesciare la tirannia religiosa dei mullah.

Gli arresti e le uccisioni, incluso l’assassinio dei prigionieri sotto tortura, non hanno avuto nessun impatto sulla determinazione del nostro popolo ad ottenere la libertà; il popolo iraniano non ha intenzione di continuare a vedere né la povertà, né la repressione né il fascismo religioso al potere.

Da una settimana, il grido della nostra nazione per la giustizia viene echeggiato dalle proteste del coraggioso popolo di Kazerun che intona “Siamo uomini e donne combattenti” e “Guardatevi dal girono in cui ci armeremo”. E’ questa una reminiscenza dei ruggiti dei coraggiosi figli di Kazerun che si sono uniti alle fila dei Mojahedin per lottare per la libertà. Noi commemoriamo gli eroi di questa città che furono massacrati nel 1988. Evviva il popolo di Kazerun, che ha una brillante storia di supporto al grande leader del movimento di liberazione iraniano, il Dott. Mohammad Mosaddeq, e molti dei cui figli sono stati imprigionati e sono caduti nella lotta contro il regime clericale.

Le grida del popolo di Kazerun, che intona “Il nostro nemico è proprio qui” riflettono il grido dell’intera nazione. I nemici dell’Iran e di tutti gli iraniani sono i mullah che hanno occupato il paese e noi dobbiamo liberare la nostra amata patria dalla loro morsa.

Evviva il popolo di Kazerun, Isfahan ed Ahvaz, che ha interrotto la preghiera farsa del venerdì dei mullah dando le spalle al pulpito e chiamandoli “il nemico”, creando così uno scandalo per i mullah al potere.

Gli abitanti di Baneh e Piranshahr hanno chiuso i loro negozi ed hanno scioperato, stendendo le loro vuote tovaglie nelle strade e nel Bazar, mandando così un messaggio ad parte delle decine di milioni di impoveriti, bisognosi ma furiosi iraniani che sono stufi di questa situazione.

Decine di migliaia di giovani e coraggiosi curdi lavorano come facchini per guadagnarsi da vivere. Per quanto andrà avanti? Viene loro persino impedito di svolgere una così difficile mansione nell’interesse di grandi imbroglioni del regime che lavorano nei quartier generali di Khamenei, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica o altri istituti governativi.

Per quanto ancora devono soffrire sotto il peso di carichi che spaccherebbero la schiena di chiunque e per quanto ancora i loro corpi dovranno essere colpiti dai proiettili sparati dalle guardie della rivoluzione? Per quanto ancora una larga fetta della popolazione delle province occidentali dovrà guadagnarsi da vivere con carichi così pesanti da risultare intollerabili?

Vergogna al regime dei mullah che ha posto dei fardelli così pesanti sulle spalle del deprivato popolo del Kurdistan.

Fino a quando il regime clericale sarà al potere, i giovani curdi dovranno lavorare come facchini, gli agricoltori dovranno affrontare carenze d’acqua, i lavoratori si vedranno negare i propri salari. I nostri compatrioti curdi, arabi e beluci dovranno sopportare la discriminazione ed una duplice oppressione, e l’intera nazione soffrirà a causa della povertà e della repressione.

La soluzione è portare avanti le rivolte che sono iniziate il 28 Dicembre 2017 fino a quando il regime dei mullah non sarà abbattuto; come afferma Massoud Rajavi, Leader della Resistenza Iraniana: “Tenere acceso il fuoco delle proteste ad ogni opportunità, in ogni tempo ed ogni luogo è un pressante dovere patriottico.”

Invito i miei compatrioti ad ampliare le loro proteste, a dichiarare solidarietà con il popolo insorto delle province iraniane e ad insistere sulla liberazione di coloro che sono stati arrestati, in particolare le centinaia di compatrioti arrestati nel Khuzistan.

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