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IBT: Svelate le “Commissione della Morte” iraniane: 30.000 persone massacrate dopo la fatwa di Khomeini

CNRI – The International Business Times ha parlato martedì della rivelazione, da parte della Resistenza Iraniana, dei nomi di diverse decine di esponenti del regime iraniano che ebbero un ruolo-chiave nel massacro del 1988 di 30.000 prigionieri politici in Iran. Di seguito l’articolo di IBTimes:

International Business Times (UK)

Svelate le “Commissioni della Morte” iraniane: 30.000 persone massacrate dopo la fatwa di Khomeini” Il Consiglio Nazionale della Resistenza ha chiesto che i responsabili vengano perseguiti alle Nazioni Unite. 

di Harriet Sinclair    6 Settembre 2016 -15:52 BST

La Resistenza Iraniana ha pubblicato i nomi di alti esponenti dell’attuale regime del paese che, dice, furono coinvolti nel massacro del 1988 di 30.000 prigionieri politici. L’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) ha indagato e documentato i nomi di 59 persone che attualmente ricoprono alti incarichi nelle istituzioni politiche iraniane e che si ritiene abbiano partecipato a quelle brutali uccisioni.

Questa indagine del PMOI giunge a seguito di una crescente richiesta per l’incriminazione dei membri del regime iraniano per il ruolo avuto nel massacro.

Questo seguì ad una fatwa del defunto leader supremo del paese, l’Ayatollah Khomeini, che ordinava di giustiziare i prigionieri politici. 

A Teheran e in tutto il paese vennero create le Commissioni della Morte, la cui attività culminò nell’uccisione di oltre 30.000 prigionieri politici, alcuni dei quali erano solo ragazzi, e nella loro sepoltura in fosse comuni.

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ha rivelato i nomi di quelli coinvolti nel massacro oggi (6 Settembre) durante una conferenza stampa.

Mohammad Mohaddessin, Presidente del Comitato Affari Esteri del CNRI, ha chiesto alle Nazioni Unite di creare una commissione d’inchiesta sul massacro.

E ha detto che l’ONU “deve fare i passi necessari per assicurare gli autori di questo crimine enorme alla giustizia”, aggiungendo: “Questa impunità deve finire. L’inazione di fronte a questo crimine non ha solo portato ad altre esecuzioni in Iran, ma ha anche incoraggiato il regime a diffondere i suoi crimini in Siria, in Iraq e in altri paesi della regione”.

“Quasi 2700 esecuzioni sono state ufficialmente compiute in Iran da quando (il presidente) Rouhani è entrato in carica. Solo poche settimane fa 25 sunniti del Kurdistan iraniano sono stati impiccati in massa in un solo giorno e pochi giorni dopo sono stati giustiziati altri tre prigionieri politici di Ahvaz”.

A Mohaddessin si è unita la leader del CNRI, Maryam Rajavi, che nei giorni scorsi ha ribadito i ripetuti appelli a che quelli coinvolti nel massacro vengano incriminati. Sono passati quasi 30 anni e i loro crimini sono rimasti impuniti.

Parlando ad un seminario delle comunità iraniane ha detto: “Combattere le violazioni dei diritti umani in Iran è anche una responsabilità dei governi occidentali, perché le conseguenze degli atti di questo regime non restano confinate in Iran”, ha riferito Iran Wire.

“Il terrorismo e il fondamentalismo che proviene da Teheran ha colpito gente innocente a Nizza, a Parigi, a Bruxelles ecc. Fate che le vostre relazioni con il regime iraniano siano condizionate alla fine delle esecuzioni in Iran. Processate Khamenei (il leader supremo) e i suoi complici nei tribunali internazionali per crimini contro l’umanità e specificatamente per quello del 1988. E rispettate il desiderio del popolo iraniano e della Resistenza di un cambio di regime”.

 

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