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I vescovi britannici incontrano Maryam Rajavi: sostegno ai residenti di Camp Liberty

CNRI – Oggi, mercoledì 20 Gennaio 2016, due illustri rappresentanti delle chiese cristiane britanniche, il Rev.mo John Pritchard, ex-vescovo di Oxford e il Rev.mo Adrian Newman, vescovo di Stepney, hanno incontrato Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) nella sua residenza di Auvers-sur-Oise, a nord di Parigi, per discutere sugli eventi e i recenti sviluppi della situazione in Iran e nella regione e sul corretto approccio politico dei governi statunitense, britannico e dell’Unione Europea. Durante l’incontro i religiosi britannici sono stati accolti calorosamente dai sostenitori della Resistenza Iraniana.

Nel corso dell’incontro la delegazione dei vescovi ha presentato a Maryam Rajavi una dichiarazione dell’Arcivescovo del Galles Dr. Barry Morgan, sottoscritto e appoggiato da 51 rappresentanti delle chiese britanniche.

Nella dichiarazione si condanna l’attacco missilistico sferrato contro Camp Liberty il 29 Ottobre 2015 e si sottolinea che Nazioni Unite, Stati Uniti ed Europa devono rispettare i loro obblighi internazionali e prendere misure specifiche per fornire protezione adeguata e sicurezza ai residenti.

La delegazione dei vescovi ha precisato che la situazione dei diritti umani in Iran è peggiorata da quando Hassan Rouhani ha assunto la carica di presidente due anni fa e che il numero delle esecuzioni, come le impiccagioni pubbliche e le esecuzioni di minorenni, è aumentato. I vescovi chiedono che la situazione dei diritti umani in Iran, ed in particolare la repressione delle minoranze religiose, tra cui vi è anche quella cristiana, sia al centro della discussione durante la prossima visita di Rouhani in Europa.

I vescovi hanno chiesto al governo del Regno Unito e a quelli degli altri stati dell’UE, di subordinare il miglioramento delle relazioni internazionali con l’Iran alle richieste dell’ultima risoluzione dell’ONU sui diritti umani in Iran. Vale a dire l’abolizione delle esecuzioni, che violano gli obblighi internazionali, il rilascio dei prigionieri politici e dei prigionieri di coscienza, la fine della tortura e degli arresti arbitrari.

La dichiarazione dei 52 leaders religiosi britannici dice: “Noi sollecitiamo un’indagine indipendente sull’attacco del 29 Ottobre e chiediamo che i responsabili vengano perseguiti. Chiediamo inoltre l’immediato riconoscimento di Camp Liberty a campo per rifugiati sotto la supervisione del UNHCR, il riconoscimento dello status di rifugiati per i residenti, di persone protette secondo la Quarta Convenzione di Ginevra e la rimozione di tutte le attuali restrizioni imposte al campo”.

“Noi speriamo che il governo britannico interverrà per fare pressioni sul Governo dell’Iraq, sul Primo Ministro iracheno, il Dr. Heidar Al-Abadi, sull’ONU e sugli Stati Uniti perché intraprendano un’azione urgente e decisiva, come precedentemente garantito, per porre fine immediatamente a questi attacchi contro i rifugiati iraniani a Camp Liberty. Noi appoggiamo l’opinione di quei parlamentari britannici i quali affermano che “fallire in questo, incoraggerà soltanto il regime iraniano a progettare altri attacchi mortali contro questi rifugiati, nel tentativo di annientare il principale e meglio organizzato movimento di opposizione iraniano che si contrappone a questo potere teocratico”.

La delegazione dei vescovi ha appoggiato il Piano in Dieci Punti per il Futuro dell’Iran di Maryam Rajavi, che prevede un Iran libero e democratico, basato sulla separazione tra stato e chiesa e sullo stato di diritto, l’uguaglianza tra i sessi, l’abolizione della pena di morte, la fine della discriminazione nei confronti delle minoranze religiose e la coesistenza pacifica con i suoi vicini.

Maryam Rajavi ha sinceramente ringraziato i leaders religiosi britannici per i loro preziosi sforzi per promuovere e proteggere la salute, la sicurezza e l’incolumità dei residenti di Liberty. E ha detto: “Musulmani e cristiani devono fare affidamento sui loro valori comuni e opporsi a coloro che traviano le loro religioni”.

Maryam Rajavi ha poi condannato con fermezza la repressione dei cristiani in tutto il Medio Oriente, in particolare quella praticata in Iran dai mullah e delle milizie criminali affiliate al regime, e quella dei terroristi del Daesh (ISIS). Ha poi espresso la sua speranza che “finisca la distruzione delle case e la cacciata dei cristiani dal Medio Oriente, che i cristiani iraniani vengano liberati dall’oppressione dei mullah al potere e che tutto il popolo iraniano venga liberato da questa dittatura religiosa”.

Maryam Rajavi ha aggiunto: “Due anni fa Rouhani è diventato presidente di questa dittatura religiosa, affermando di essere un moderato. Ma questo è stato un trucco per mascherare una dittatura. Il bilancio, che a tutt’oggi riporta 2000 esecuzioni, mostra il vero volto di Rouhani. Solo nelle prime due settimane di Gennaio, sono state giustiziate 53 persone. Durante la presidenza di Rouhani le esecuzioni e gli arresti, così come la disoccupazione e la povertà, sono aumentate”.

Maryam Rajavi ha ribadito che la lotta della Resistenza Iraniana contro la dittatura religiosa in Iran, gli sforzi per porre fine alla repressione dei cristiani e delle altre minoranze religiose in Iran e per il ristabilimento dei diritti fondamentali del popolo iraniano, continuerà.

 

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