martedì, Novembre 29, 2022
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I problema dell’Iran non è internet, è il regime

a cura dello staff del CNRI

CNRI – Il regime iraniano sta attribuendo le attuali rivolte popolari nel paese a due fattori principali: l’accesso ad internet e i nemici all’estero. Ritiene che i nemici del regime iraniano si siano uniti per minacciare il regime e sobillare il popolo attraverso i siti di social network.

Naturalmente la vera ragione delle proteste è la corruzione del regime e il fatto che questo non sia riuscito a soddisfare le necessità del suo popolo e l’unico nemico del regime, responsabile delle proteste, è lo stesso popolo iraniano.

Ali Jafari, comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), e gli altri della fazione del leader supremo Ali Khamenei, hanno incolpato il presidente Hassan Rouhani per il diffuso accesso ad internet e la mancanza di un controllo ufficiale su di esso.

Infatti il procuratore generale iraniano Mohammad Jafar Montazeri il 4 Gennaio ha detto: “Internet viene considerato una fonte di danno che distrugge le case e crea molti problemi alle famiglie e ai giovani, e purtroppo, non viene fatto nessuno sforzo per seguirlo. Se non pensiamo ad una soluzione per internet e per i complotti stranieri, un futuro difficile ci attende. Dobbiamo bloccare i canali attivi che mirano a distruggere la moralità della società, a denigrare i sacri valori e a distruggere la sicurezza nella società”.

Tuttavia, visti gli alti livelli di censura su internet in Iran prima delle proteste, è quasi impossibile seguire la logica di un internet usato dai nemici del regime per creare il caos online e per fomentare le proteste.

Perciò, cosa sta facendo il regime in risposta alle proteste? Sta soddisfacendo le richieste popolari sul ritiro da costose guerre all’estero? Sta rivedendo il budget per fornire sussidi ai poveri?

No. Sta esercitando una brutale repressione sui manifestanti, che ha portato ad almeno 50 morti e 8000 arresti, e sta anche inasprendo la censura su internet spingendosi fino a bloccarlo completamente in alcune regioni. Ha persino proposto la creazione di una rete intranet per l’Iran, per bloccare i siti che considera dannosi, come Instagram, o di un social network gestito dal regime.

Il regime considera ora l’uso di internet in Iran come far entrare un nemico in casa. Alcuni hanno persino chiesto che il governo Rouhani si scusi per non essere riuscito prima a sviluppare una rete intranet di regime.

Il regime è talmente terrorizzato che il suo popolo sia in grado di contattare il mondo esterno, soprattutto i media e la cultura occidentali, che il 6 Gennaio ha annunciato che lo studio dell’inglese sarebbe stato vietato nelle scuole elementari pubbliche e private.

 

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