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I parlamentari giordani prendono parte ad una conferenza in solidarietà con la Resistenza Iraniana al quartier generale del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana in Francia

Presentazione a Maryam Rajavi, da parte di 19 parlamentari giordani, di una dichiarazione della maggioranza del parlamento giordano per chiedere il rilascio degli ostaggi e la garanzia di sicurezza per Camp Liberty 

•Maryam Rajavi: la dittatura religiosa in Iran è la maggiore emergenza della regione che ha preso in ostaggio la sicurezza, la democrazia e la pace. La soluzione è la creazione di un fronte contro il fondamentalismo

•Nell’esprimere la loro solidarietà ai dimostranti in sciopero della fame a Camp Liberty e negli altri paesi, i parlamentari si rivolgono alla comunità araba perché condanni le atrocità di Maliki e difenda i residenti di Liberty. Questo è l’imperativo per combattere l’avidità del regime iraniano.

 

Venerdi 15 Novembre, diciannove parlamentari giordani hanno incontrato Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, nel suo quartier generale ad Auvers-sur-Oise a nord di Parigi e le hanno presentato una dichiarazione della maggioranza parlamentare del loro paese che richiede il rilascio urgente dei sette ostaggi di Ashraf e la garanzia delle misure di sicurezza per i residenti di Liberty.

Questa dichiarazione esprime condanna per il massacro del PMOI ad Ashraf che ha portato al martirio di 52 suoi membri e alla cattura di altri sette, tra i quali sei donne, ed esprime preoccupazione per la mancanza dei requisiti minimi di sicurezza per Camp Liberty, chiedendo provvedimenti urgenti per il rilascio immediato dei sette ostaggi di Ashraf da parte del Governo dell’Iraq nonché la garanzia di sicurezza per Liberty mediante il dispiegamento dei Caschi Blu dell’ONU in Iraq.

Tra i partecipanti: Nareman al-Rousan, ex-vice portavoce del parlamento; Mamdouh al-Abbadi, ex-vice portavoce del parlamento, Ministro della Salute ed ex-sindaco di Amman; Mohammad al-Haj Mohammad, membro del parlamento giordano; Basam al-Manasir, presidente del comitato per gli affari esteri e molti parlamentari giordani.

Nel rendere omaggio ai puri spiriti dei martiri di Ashraf, i parlamentari giordani hanno espresso la loro solidarietà ai dimostranti in sciopero della fame a Camp Liberty e in altri cinque paesi, i quali hanno rinunciato a mangiare da 76 giorni. Nel ribadire la richiesta della maggioranza del parlamento giordano, hanno condannato l’immobilismo degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite di fronte alla violazione dei diritti dei residenti di Liberty e hanno chiesto loro di rispettare l’impegno a garantire sicurezza ed incolumità ai residenti di Camp Liberty per scongiurare il ripetersi di un’altro attacco contro il PMOI e a non consentire a Maliki, elemento devoto al regime iraniano, di sterminare in modo barbaro l’opposizione organizzata iraniana visto, inoltre, che queste sono tutte persone protette secondo le convenzioni di Ginevra e richiedenti asilo che godono della protezione internazionale.

I parlamentari giordani hanno anche sottolineato il fatto che gli Stati Uniti non dovrebbero sacrificare il PMOI, la legittima e organizzata opposizione al regime dei mullah, o i paesi arabi offrendo concessioni nei loro negoziati con il regime iraniano. Hanno anche aggiunto che gli Stati Uniti non dovrebbero negoziare con il regime iraniano sul suo programma nucleare e, nello stesso tempo chiudere gli occhi di fronte all’interferenza del regime nei paesi arabi, al massacro del popolo e degli oppositori. 

I parlamentari hanno ricordato che cinque mesi dopo le elezioni-farsa del regime iraniano e a tre mesi e mezzo dall’insediamento di Rouhani, nessun segno di cambiamento si è visto all’interno di questo regime. La situazione dei diritti umani si è ulteriormente aggravata, l’interferenza nella regione ha registrato un’impennata e, secondo alcune recenti testimonianze dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, i progetti nucleari stanno procedendo alla stessa velocità di prima.

Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, ha affermato: “Il futuro della regione dipende dal risultato del conflitto tra il regime del Velayat-e faqih e i suoi accoliti da un lato e il popolo e i paesi della regione dall’altro”. Ha aggiunto che i quotidiani attentati in Iraq, fomentare la guerra in Siria, creare scismi e ogni tipo di istigazioni terroristiche nei paesi arabi e musulmani, sono tutti fenomeni guidati da Tehran. Il sistema missilistico del regime iraniano è puntato verso le capitali arabe piuttosto che verso Tel Aviv, Londra o Washington. Ancor più perché l’obbiettivo del regime, con la conquista di un potere nucleare, è quello di dominare il mondo arabo e islamico prima di  qualunque altro.

Maryam Rajavi ha anche sottolineato che lo scontro principale in questa regione non è tra sciiti e sunniti, musulmani o non-musulmani, arabi o non-arabi, Oriente o Occidente, ma piuttosto tra il regime del Velayat-e faqih da un lato e i popoli e i paesi della regione dall’altro. Ha definito la creazione di un fronte contro il fondamentalismo, la soluzione per sconfiggere questo problema.

Maryam Rajavi ha detto che questo fronte può e deve liberare la regione dai mullah al potere in Iran e che questo è il miglior aiuto alla realizzazione dei desideri del popolo iraniano di liberarsi da questo male che sono i mullah ed ottenere la libertà. Ha detto anche: “I mullah temono grandemente un simile fronte e perciò nelle loro relazioni diplomatiche hanno più e più volte dichiarato che la presenza di qualunque tipo di contatto con il PMOI è un ostacolo insormontabile. Perché sanno fin troppo bene che la solidarietà tra i paesi e le nazioni della regione e il PMOI porterà presto alla formazione di questo fronte.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

15 Novembre 2013