domenica, Novembre 27, 2022
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I dissidenti iraniani hanno giurato: “Noi moriremo se questo salverà le vite degli altri”

METRO – I dimostranti in sciopero della fame accampati fuori dell’Ambasciata U.S.A. a Londra hanno avvertito di essere pronti a morire in segno di protesta per il “massacro” degli iraniani in Iraq.

Cinque donne e un uomo hanno passato oltre dieci settimane in un campo improvvisato e sono ora in gravi condizioni di salute.

 

Touran Ranjbar, 51 anni ha detto a Metro: “Non voglio morire. Non voglio avere fame o dormire fuori al freddo, ma non ho scelta. Questa è l’unica soluzione rimasta. Se muoio, almeno posso farlo contribuendo a salvare le vite degli altri.” 

Questa protesta è iniziata a Settembre quando 52 iraniani sono stati uccisi nell’insediamento per rifugiati di Campo Ashraf vicino a Baghdad, che ospitava i membri in esilio del gruppo del MEK.

Questi attivisti ritengono che ci siano le truppe del governo iracheno dietro questo attacco ed hanno accusato gli Stati Uniti di non aver mantenuto la promessa di garantire protezione ai residenti del campo, fuggiti dall’Iran negli anni ’80. I dimostranti in sciopero della fame dicono che sette persone sopravvissute all’attacco sono state prese “in ostaggio”, sebbene l’Iraq neghi qualunque coinvolgimento nelle uccisioni o nel presunto rapimento.

Sia Rajabi, 56 anni, docente all’Università di Westminster, ha detto che non mangerà fino a che gli “ostaggi” non saranno rilasciati.

Ha detto: “E’ molto difficile digiunare, il mio organismo ne sta risentendo, non posso neanche più camminare. Ma devo fare qualcosa per attirare l’attenzione su quanto sta avvenendo. Non ho intenzione di rimanere seduto sul divano di casa a guardare la TV mentre succede tutto questo.”

Gli Stati Uniti hanno trasferito il controllo del campo alle forze irachene nel 2009 dicendo che loro erano responsabili della sicurezza.

La portavoce dell’ambasciata americana ha detto che l’America ha condannato e “continua a condannare energicamente questo orribile attacco”.

 

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