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Gli scioperi, le proteste e le manifestazioni contro il regime iraniano proseguono

I lavoratori dello stabilimento Chukka a Talesh, Iran settentrionale

Rivolte in Iran – No. 74

Il popolo oppresso dell’Iran, soprattutto i lavoratori che stanno lottando giorno per giorno contro la povertà, la depressione e problemi sempre più grandi, continuano a scioperare, a manifestare e a protestare contro questi governanti ladri e criminali. Alcune delle proteste di lunedì 5 Febbraio sono state le seguenti:

1. I giovani coraggiosi della città di Quchan, hanno punito molti mercenari del centro Bassij della moschea di Nabaviyyeh. Questi Bassiji erano soliti minacciare i ragazzi con falsi pretesti.

2. Lo sciopero degli operai agricoli dello zuccherificio di Haft Tapeh continua per il sesto giorno consecutivo, per protestare contro il mancato pagamento di tre mesi di salario. Anche i lavoratori di altri settori dello zuccherificio di Haft Tapeh si sono uniti ai loro colleghi e si sono radunati di fronte agli uffici della direzione. Anche i lavoratori andati in pensione l’anno scorso si sono uniti allo sciopero dei loro colleghi lunedì. Gli operai hanno chiuso i cancelli dei depositi agricoli impedendo così ai camion carichi di uscire. Il giorno prima, gruppi di forze repressive avevano occupato lo stabilimento e, attaccando e arrestando i lavoratori, avevano cercato di porre fine alle proteste.

3. I lavoratori in pensione delle Steel and Mine Industries di Esfahan si sono riuniti di fronte all’ufficio pensioni per protestare contro il mancato pagamento di quanto loro dovuto, gridando: “Ancora un’altra mazzetta e il nostro problema è risolto!”.

4. I lavoratori in pensione delle Steel and Mine Industries di Ahvaz, si sono radunati di fronte all’ufficio del governatorato. Ed hanno gridato: “Questa unione creditizia inefficiente e autosufficiente deve essere smantellata!”, “Salari astronomici, miseria per il popolo!”, “Ieri operai, oggi senzatetto!”.

5. I lavoratori dello stabilimento Hepco, ad Arak, lunedì mattina hanno continuato a protestare per il mancato pagamento di otto mesi di salario. La protesta è proseguita fino alle 18:30, insieme a centinaia di persone che si sono unite a loro formando una catena umana al National Garden Square.

6. Un gruppo di pensionati di Ziraab (nella provincia di Mazandaran), si è riunito per protestare contro il mancato pagamento delle loro pensioni.

7. I lavoratori della Shafarood Forest Company di Rezvanshahr, hanno proseguito la loro protesta del giorno precedente, per il mancato pagamento di cinque mesi di salario.

8. Nello stabilimento Chukka di Talesh, i lavoratori hanno protestato per il mancato pagamento di quattro mesi di salario, bloccando la produzione. Gli striscioni scritti a mano da questi lavoratori dicevano: “Immaginate quattro mesi senza stipendio!”.

9. Un gruppo di operai del cotonificio Rangin Nakh a Semnan, ha organizzato una manifestazione di protesta di fronte all’ufficio del governatore per il mancato pagamento dei loro salari, dei contributi e dei benefits per anni di servizio. 

10. I lavoratori della NoBonyad Metro, hanno smesso di lavorare a Teheran per protestare contro il mancato pagamento di otto mesi di arretrati.

11. I proprietari di gru a Birjand, si sono radunati di fronte al governatorato della città, per protestare contro i problemi che il regime sta creando per le quote-carburante dei loro veicoli.

12. A Khorramabad, un gruppo di lavoratori del progetto Taxi Development, si è riunito di fronte alla sede dell’organizzazione trasporto merci e passeggeri.

13. I tassisti della nuova città di Andisheh, a Shahriar, hanno smesso di lavorare ed hanno iniziato a scioperare per protestare per le loro condizioni di vita.

14. Gli impiegati licenziati dal Caspian State Institution di Mashhad si sono radunati di fronte alla filiale di Khayyam, per protestare contro il loro licenziamento.

15. A Tabriz, un gruppo di proprietari terrieri, le cui terre sono state espropriate dall’Havanirouz (Eliporto) hanno organizzato una protesta. Avevano striscioni scritti a mano che dicevano: “20 anni fa, Havanirouz ha usurpato le nostre terre che avevamo acquistato con un finanziamento. Siamo circa 900 persone a basso reddito. Anche se il tribunale ha emesso una sentenza che incrimina Havanirouz, il dipartimento di giustizia si rifiuta di eseguire l’ordine della corte. Questa ingiustizia è davvero inaccettabile in un governo islamico! Le autorità devono risponderne!”.

16. I familiari dei lavoratori e dei membri dell’equipaggio che hanno perso la vita nell’incendio della petroliera Sanchi, si sono radunati di fronte al parlamento del regime a Teheran. Vogliono che i corpi dei loro cari vengano riportati in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

6 Febbraio 2018

 

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